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mercoledì, aprile 24, 2013

Crisi e luce, alternarsi

Oggi dopo un risveglio anticipato, verso le 4,30 di mattina-notte, soffocato dal calore del piumino,
poi risvegliato a 40-80-100 km all'ora dalla corrente d'aria a temperatura esterna di 5 gradi, quasi congelato nella mente e negli umori, poi risalivo a 20 gradi e precipitavo nell'inferno del nonsenso.
Potevo con la ragione dare tutte le giustificazioni, ma la rabbia e il senso di sconfitta totale mi
riprendeva come un onda e travolgeva portanto con se il resto del mio corpo.
Ero là dove non vorrei mai essere stato, il cielo e il sole splendeva e l'erba verde circondava, al di là della portafinestra, ma da dentro non c'era nulla di tutto questo.
L'angoscia per il tempo e i tempi, tutto si scaricava su di me, non c'era uscita, tornavo a piangere, poi a pregare, poi a calciare il capannone, poi a testate, fino a che dovevo far pausa e uscire a fumare.
Tentare di calmarmi, più in là altri lavoratori parlavano tra loro, ma non ascoltavo, non vedevo nulla, non c'era il sole, non c'era l'aria, solo il nulla, solo la beffa. Mi raggiungeva il direktora e fumava anche lui nel cortiletto, cercava di rassicurare, ma la data non c'era, la data di uscita.
Dalla disperazione e con lucidità gli dicevo che ero pronto a rinunciare allo stipendio , ai contributi,
a qualsiasi benefit, poi Lui affermava che dovevo accettarli. Anche questa, è umiliazione.
Non potersi licenziare, anche questa è umiliazione.
 Allora, proponevo una cifra, pagare il mio datore di lavoro, fino a 20.000 euro, per cancellare ogni cosa, rinunciare a qualsiasi cosa, presenti e future cause di lavoro, tutto, contributi, stipendi, "avete vinto e vi do qualsiasi cosa, ma non voglio mai più avere il mio nome registrato in un databasen della vostra azienda, come fossi mai nato, vi do tutto, ma lasciatemi in PACE".
Ero arrivato, come tante e tante altre volte, al "fine corsa", quando vuoi solo morire e tutto ti è insopportabile, tutto. Dicono che tutto si misura col denaro, allora in cambio della restituzione della mia dignita, della mia vita, cosa saranno mai 20 mila euro ? Non vi bastano ? Cosa volete ?
In cambio, cancellatemi. Non verrò mai a bussare alla vostra porta, non vi chiedo niente, vi do tutto,
lasciatemi in pace.
Ammetto tutti i miei errori e le mie colpe, ma lasciatemi vivere fuori e senza di voi, perchè non sapete e non immaginate cosa provo io a dovere fare una doppia vita, senza dignità, senza alcuna coerenza, solo con questa angoscia continua e incapacità, questa condanna.
E' come se un prete predicasse contro la pedofilia e poi la praticasse, è come se il riscossore e controllore delle tasse le evadesse, è come se il poliziotto vendesse droga nelle scuole e arrestasse gli altri spacciatori, è come se lavorassi per voi....
Tutto questo è assurdo, umiliante e degradante, quando non puoi nemmeno protestare contro l'azienda rinunciando allo stipendio, come se ti ammutolissero e pretendessero di comprarti, come una vecchia prostituta.
E poi la derisione, "non sai organizzarti nel lavoro..." certo, è sempre lo stesso motivo, quindi facciamola finita in un modo o nell'altro, vi prego, perchè questa è l'unica uscita possibile, nel vostro futuro di me, c'è solo la mia fine.Tutti i giorni mi umiliate e degradate a cenere, a nulla, senza dignità, senza il mio tempo, solo caricandomi di angoscie. Ne ho abbastanza, il limite.
Esco con il lungo guinzaglio, vago, sempre più robot, ma la mia mente non risponde mentre eseguo, come fossi stordito da una droga, rabbia e continua amarezza.
Molti, assurdo, pagherebbero per stare al mio posto, non importa come,dove, quanto tempo.
Con la mente, capisco che è un assurdo pagare il datore di lavoro, come se l'acqua risalisse dalla foce alla sorgente in montagna, ma non c'è storia nell'esasperazione di un unica lunga giornata.
Per uno scopo, qualsiasi mezzo.
Poi le ore passano, non si completa, tutto è stravolto e incerto, come il mio tempo, non è un lavoro, è una finzione. Anche ad essere precisi, non c'è sequenza, il caos, tutti i giorni.
Puoi fare gli sforzi che vuoi, è tutto inutile, frustrante. Alla fine rientro, alla fine sorpasso l'orario, alla fine è caos, poi quando sto per uscire e proporre altri soldi, altre promesse per uscirne oppure lasciare
i documenti e dare addio per sempre, mi confermano non solo due giorni, ma cinque giorni di ferie, con  2 finesettimane 2 giorni di feste nazionali, insomma un totale di 11 giorni...Non riesco a crederci.
Sono commosso, la mente si scioglie e il respiro torna, una sensazione di pace immensa.
Un cambiamento di stato, quale migliore medicina per la mente e il corpo ?

La partita è solo rinviata.




domenica, aprile 21, 2013

A ricordo di Luca F.

Anni fà, 2006/7, al ritorno nel Magazzeno, tra bancali, pacchi,luci al neon, pilastri, nel vasto capannone, una sera, come tante altre sere, ci ritrovammo in turno.
Era la zona centrale, circondati da casse, quasi fosse una stanza senza soffitto, copriva la vista di persone, intorno ad un bancale appeso ad un vericello o transpallet, giravamo intorno e prendevamo e lanciavamo un pacco nei vari contenitori-casse.Sembrava una danza a cerchio intorno al bancale, con cadenza continua, si parlava e il tempo iniziava a scorrere, dalle dieci alle quattro di mattina, in una quiete notturna.
C'era "L'avvocato" (soprannominato così di diritto e di fatto) ma nulla aveva del titolo, solo una persona che piangeva su se stessa e il suo destino, occhiali e aspetto da impiegato, del meridione. Era preso in mezzo da tutti e accettava il suo ruolo sacrificale come un esempio amaro, lavorava a scartamento ridotto. Poi c'era Luca, un personaggio mal sopportato,per il suo modo di lavorare, anni di magazzino, serio, lavoratore, quasi una macchina. Per lui i chili e i bancali erano come chicchi, li guardava, nelle sue braccia normali ma veloci e resistenti fluivano a ripetizione come una mitragliatrice e divorava così quintali. 
Non lo sopportavano perchè lavorava e non si lamentava, in un ambiente dove pochi, su una mano, lavoravano davvero. Lo incontrai in quel cerchio-focolare intorno al bancale, dove alcune settimane prima avevo incontrato Valeria. 
Aveva i capelli lunghi, un età indefinita, con un accento bolognese forte, modi bruschi e spicci, una specie di corazza di duro, in realtà una persona generosa e altruista.
Non era facile accettarlo e diventare un suo "amico" per il suo essere ruvido.
In quelle sei ore, mentre i pacchi e i chili volavono alcuni metri, a volte s'incrociavono a mezz'aria con spinte contrapposte e poi cadevano per terra, si parlava di altri mondi e altre esperienze, il tempo trascorreva, arrivavano le quattro e si chiudeva la nottata per un sonno che per me terminava poco prima di mezzogiorno.
un magazzino qualsiasi
 Come tanti aveva un passato oscuro, oltre al lavoro in officina, nei traslochi, qualche cosa con la droga forse, qualche cosa che non va detto ne ricordato.
I suoi occhi luccicanti e acuti che s'intravvedevono alcuni istanti quando ti guardava e la fronte era libera dai lunghi capelli, facevano in qualche modo immaginare, un lungo passato.
In quelle settimane, il club del bancale si ritrovava e un focolare di persone s'incontrava, alla fine, in qualche modo ci si ricordava, capiva, conosceva. Le storie.Più volte ci siamo rivisti, dopo il grande gap e la grande delusione di...ma lasciamo stare, chi dentro e chi fuori, dispersi e destini diversi e senza alcun senso.
Eravamo , quando ci siamo conosciuti, dei temporanei ricorrenti, con vacue promesse e accordi nazionali,come in tante aziende in Italia, tutto alla fine scritto nell'acqua, ma chi lo sapeva ?   Fidarsi è bene, non fidarsi è molto, molto, meglio.
Alla fine ci si conosceva, le storie s'intrecciavano, Luca conosceva Valeria, l'altro io, io conoscevo lei, ci si mandava saluti per interposta persona tra un turno e l'altro e si campava di tempi e attese indefinite, senza mai aver alcun progetto personale.

Si era sospesi o precari, la condizione peggiore per fare dei veri progetti di vita e scelte.
S'immaginava l'azienda come una "mamma", un po' strana, un po' incomprensibile, un po' di tutto,ma pur sempre con un residuo di fiducia...
Ricordo fuori, da civili e borghesi, nel triangolo degli uffici vicino alla stazione, gli incontri e le discussioni tra noi circa il destino e le sue possibilità, in squallidi bar, mentre il focolare si era già disperso e non c'era ritorno. Ricordo le visite ai due sindacati, con il dubbio a posteriori di aver incontrato un altra voce della stessa azienda, non un associazione pro-lavoratori. Era la colpa di volere un lavoro normale, quando le richieste erano troppe, qualcuno non era come gli altri, solo qualcuno.Luca era rassegnato ma non aveva mai fatto o avuto quel ruolo che gli proponevano, così lo incontrai un altro paio di volte, oltre a telefonargli, sempre ricevendo un caloroso benvenuto.
Tutti si ricordavono dei suoi chili, ma in realtà erano quintali e tonnellate che spostava, della sua resistenza e forza, come poteva essere debole di cuore ?

Stamattina il mio telefono alternativo e vecchio, non ufficiale, registra la chiamata, così richiamo prima delle otto, la sua voce, come dall'al di là, tremante e disperata, abituata a vedere amici scomparire,mi risponde con un assurdo "sto dormendo!" poi mi riconosce e mi dice "ti ho cercato tante volte" e poi  mi grida "Lo sai che Luca è morto? " solo per un attimo non ricordo.
Non so se è la seconda o terza volta, spesso parliamo solo di persone scomparse, tutte vicine d'età, coetanei o quasi, lei ne conosce molti, molti più di me.
Alla fine mi ripromette che ci sentiamo più tardi, chiedo "ma come è morto?" " E' morto per il cuore, tutta colpa di quel lavoro di m. che gli facevano fare". 
Non lo sà, resto pietrificato e non riesco ad accettare che un ragazzo di aspetto normale ma di una tempra eccezionale finisca per il cuore, così...
Lei non lo sà e non so davvero come risponderle, anche se so, che lei in mezzo a quella gente che la disprezza, è una perla ed una stella, ma lei non sa nemmeno questo. Luca la pensava nello stesso modo.

Non si può combattere la storia e aver desiderato che nulla, nulla, di tutto questo fosse accaduto, non si può formattare la mente come un disco, non si può dimenticare, non si può cancellare, non si può  dire ai propri occhi di non aver visto e ai propri orecchi di non aver ascoltato. Non si può combattere la propria storia, perchè non la si accetta e non la si vuole, comunque la si guarda.
Il suicidio di fronte alla morte, non è la soluzione della vita. Di fronte alla vita, nemmeno la vita apparente è l'opzione.Ma questo sì, cambiare, scomparire, finire, terminare EnricoCE o se stessi  è la soluzione!
Avere un nemico è una grossa motivazione a vivere, studiarlo ogni giorno e misurarsi con la sua perversità, con la sua organizzazione tentacolare, con i suoi trucchi, avere un nemico è una fonte d'energia e d'ispirazione.Un nemico che si odia con tutto il cuore e si disprezza, perchè ha inflitto dolore a se stessi ed altri, gratuito, che stravolge le vite delle persone e cerca sempre di deresponsabilizzarsi, anzi giustificarsi, l'odio è immenso, la rappresentazione del male in terra. Purtroppo ne segue che ho perso ogni dignità e mi sono coperto di vergogna ad avere contatti con un essere talmente disgustoso da non poterlo nominare. E' un meccanismo psicologico normale, le vittime si sentono colpevoli del male che subiscono, sentono la vergogna e non ne riescono a parlare. Mi fa schifo lo stipendio e i bonus perchè so che è frutto di attività mafiose e di organizzazione criminale e non vedo l'ora di restituire tutto, ma chiedo anche che il mio nome venga cancellato dai loro archivi elettronici e che non esista mai più per loro. La frustrazione nasce dal fatto che nulla si può raddrizzare e cambiare, il nemico non si può uccidere e nemmeno provocargli un po' di male, allora solo un intelligenza,comprensione fuori dal comune può salvare 
da Mafia spa o meg@zienda."Liberaci dal male".

Indovinate chi  ero ? E chi voleva sposare la maestra ?
Ecco se quel ragazzino avesse saputo che avrebbe incontrato nella sua vita una tale disgrazia, l'avrebbe terminata anzitempo, con tutte le motivazioni di oggi. La domanda:
What I have done ?


 In this farewell
There's no blood
There's no alibi
'Cause I've drawn regret
From the truth
Of a thousand lies

[Pre-Chorus:]
So let mercy come
And wash away
What I've done

[Chorus:]
I'll face myself
To cross out what i've become
Erase myself
And let go of what i've done

Put to rest
What you thought of me
While I clean this slate
With the hands of uncertainty

[Pre-Chorus]

[Chorus]

For what I've done
I start again
And whatever pain may come
Today this ends
I'm forgiving what I've done!!!

[Chorus]

What I've done
Forgiving what I've done


musica e testi Linkin Park

sabato, marzo 23, 2013

A cento all'ora...scontro

A cento all'ora...

Nelle nostre memorie d'infanzia e di adolescenza, la velocità aveva un numero magico,
raggiungerlo sembrava la pienezza e la maggiore età, i ciclomotori per 14enni sfioravano la metà, soltanto varie elaborazioni (marmitta, cilindro) aumentavano la velocità.
Se ci fate caso, ciò che è nell'immaginazione  dei bambini, lo è anche nelle lingue, cento :
cent francese,catalano
hundred inglese
hundert tedesco
εκατό (deriva ecatombe)
sto (dal ceco,slovacco polacco) stessa pronuncia del
сто russo e macedone, sloveno, serbo,ucraino,bulgaro, bielorusso
etc.etc.

In dieci ore a cento chilometri all'ora si percorrono mille chilometri, una distanza notevole
per esempio Milano Lecce sono 1032 km, google maps indica in 9 ore di viaggio, ma credo sia solo in teoria.
La velocità misura anche la produttività e quindi anche la redditività. Non è un caso che un trader internazionale abbia fatto posare un cavo sottomarino dedicato per ottenere i dati delle borse europee con alcuni secondi risparmiati, velocità, battendo la concorrenza.
Tutte le macchine, le innovazioni, hanno aumentato la velocità della produzione, soltanto qualche volta, gli utenti hanno invocato il ritorno ai processi manuali, in attesa che il calcolatore, il portatile con lo schermo bloccato, (crash del sistema) ritornasse a interagire con l'utente. Così anche le persone smettono d'interagire quando non funziona più il loro sistema, si parla di crisi di panico, di stato catatonico,di blocco motorio, di pazzia, di non normalità.
Sappiamo anche che i corpi che aumentano velocità, "aumentano" massa e peso, dalle lezioni di scuola guida e da esperienza diretta, lo spazio d'arresto aumenta e quindi le probabilità di scontro aumentano.
A cento all'ora si rischia la vita, non è certo una velocità tipica delle competizioni sportive, ma è anche vero che i limiti di velocità in città ed extraurbano sono inferiori.
Forse non capirete le mie scelte, forse saranno irrazionali, forse è troppo lungo da spiegare,ma la velocità degli eventi e accadimenti travolgono vite e storie. Quello che vedo io, non pretendo sia quello che vedono altri, le scelte sono davvero soggettive.
Così tra un mese circa, non sarò più in questa casa, sarò in un "arca", mobile, per sfuggire a cento chilometri all'ora, al controllo di meg@azienda e...
Una piccola festa prima di abbandonare questo luogo...

 p.s. 24/3/13 molto contento della festa, le persone a cui tengo quasi tutte sono venute,è una gioia poter dare e far gioire gli altri; grazie di cuore, molto cibo è rimasto, ma c'è il replay domani...ovvero domenica 24 , grazie a tutti voi, un abbraccio.
















sabato, marzo 16, 2013

passo dopo passo... mobile

15/3/13

 Oggi un altro passo, diventando sempre più mobile, acquisendo la mobilità desiderata. Molto spesso la società impone la mobilità come una situazione d'instabilita e svantaggio, una terribile sensazione d'insicurezza. Poi ad un certo punto è l'individuo a scegliere la mobilità ed ha aspetti positivi, se per scelta personale; poter avere l'ufficio ovunque e scrivere (come al momento sto facendo), ricevere, inviare documenti  oppure il domicilio e sfuggire ad un indirizzo fisico perenne. Ogni giorno costruisco un pezzo del mondo che vorrei opposto al LORO, forse un giorno i due mondi non potranno piu coesistere, le due identità, i due doveri, le routine e la creatività, uno dei due mondi soccomberà per la loro natura opposta.Al momento mi è concesso solo sfuggire temporaneamente, purtroppo LORO sono ovunque, oggi di ritorno dall'altro mondo, da un finestrino d'autobus ho visto immobile e pietrificato quell'edificio, in automatico, una senzazione sgradevole di pre-panico alla vista del quartiere generale di meg@zienda. Subito occhiali scuri poi sciarpa fino al naso, bavero alzato, testa bassa, mp3 acceso per isolarmi, come un fuggiasco.L'attacco di panico l'ho sfiorato solo con la vicinanza all'ossessione di quel marchio o logo di fabbrica, poi concentrandomi sulla musica, le ruote sono avanzate, la vista è scomparsa e il respiro tornato. Passo dopo passo verso l'uscita, resistere, mantenere la calma e lavorare tanto per se stessi, per l'alternativa, ogni giorno.Studiare una nuova lingua, fare corsi, pianificare, contatti esterni, progettare, viaggiare, tutto concorre per quella liberazione, ogni giorno, un passo.



















mercoledì, marzo 13, 2013

13.3.13 una data

Personalmente una data da ricordare, previsto qualcosa ? Nulla.
Arrivo prima delle 7.00 la solita montagna da ordinare nello spazio vuoto, i soliti, unici, attacchi di panico, però la certezza di arrivare a casa per le 3;30 o le 16, forse...
...c'è sempre un forse.
Alle 10, dopo cinque ore, come prendere un aperitivo, chiamare il capo del personale di meg@zienda e sentirsi dire...."gli accordi nel suo caso non sono più come prima, da Roma mi hanno detto che per una questione legale....ma nel prossimo mese, uscirà un altro accordo, stanno trattando. deve aspettare...".
Il sangue si gela nelle vene, un urlo, tutto intorno la realtà si deforma, i piani, i progetti vanno in frantumi.
Ma forse gli uomini d'onore mantengono la parola data, dicono che sono nella criminalità organizzata, quest'azienda non ha mai mantenuto la "sua parola data", poi da chi ? Il soggetto, chi è ? Un burocrate anonimo che vive a Roma oppure in un capoluogo o in provincia ?
Chi ? Ha un nome e un cognome ? Nò.

C'è chi si suicida perchè non ha un lavoro, chi pensa di farlo perchè non è sopportabile
entrambi sentono che non hanno scampo, vie d'uscite, accettabili.
E' facile creare stress non dando mai informazioni certe, cambiando sempre lavoro, carichi di lavoro, aree di lavoro, creando conflitti tra colleghi, cercando di denigrare indirettamente e dicendo che in fondo lo stipendio è sempre rubato, chiedendo sempre straordinari mai pagati e sotto completa responsabilità altrui.
E' facile criticare in continuazione, è facile tutto quanto, quando non lo si fà mai di persona,.

Così le uniche persone che stimo, le uniche persone delle quali posso avere un barlume di fiducia, sono quelle due persone che mi aspettano alla macchina per tornare a casa,
quelle due persone che fanno la stessa identica cosa, riescono a mantenere un integrità, tranquillità nei momenti difficili.
Non hanno mostrine, non hanno gradi, non sono autorità, ma agli occhi di qualcuno davvero autorevoli, i compagni di viaggio, gli unici di cui ti puoi fidare.
Sono gli stessi che si svegliano alle 5;30 e tornano ogni giorno dopo quaranta chilometri e dopo aver viaggiato in mezzo alle campagne.
Solo loro possono parlare, gli altri davvero non sanno nulla, anche se lavorano per quella famigerata cosa ma con mansioni diverse e in posti diversi.

In meg@zienda come nella criminalità,organizzata  non ci si può licenziare, bisogna seguire i loro desideri, i loro cambi, le loro imposizioni, e quando tutto questo è intollerabile,
che cosa si fà ?
Fanno chiaramente capire che sei un numero e una cosa, di tutto il resto, non gliene può fregare di meno. Così pure dei clienti, anche se a parole, forse sarete importanti.
Che cosa volete ? Il mio sangue ? Dopo aver ucciso il mio tempo ?
Ho ammesso tutto, vi ho chiesto e detto che firmo qualsiasi cosa, mi sono sbagliato a chiedervi tempo addietro un lavoro che presumevo normale, ma avete spedito in un campo di lavoro, mi avete fatto lavorare 10-14 ore, che cosa volete ? Il mio sangue ?

Lo sapete vero che sparirò ? Non lascero traccia, cambierò anche la mia identità e vi cancellerò dalla mia memoria, voi siete un offesa.
Lascerò casa e nazione, di la voi non potete andarci.
Certo non vi dico ne la data ne l'ora, vi accorgerete solo di un numero che manca..
Delirio.






venerdì, marzo 08, 2013

Double vision, l'apparenza e l'ambiguità d'ogni cosa

Cronaca;
28 Febbraio 1 Marzo Venerdi (a casa per ferie) chiama la segretaria; "Lunedì vai a P.R. capito ?"
"Scusi, dov'è ?"
"Chiedi a qualcuno dei ragazzi come arrivarci..."
"Va bene".
Segue telefonata con uno dei ragazzi:
"Cosa ? Ti mandano quà? Ma tu sei uno dei superfortunati! Hai fatto 13 ! Pensa che è tutto interno, era di una che è andata in pensione...Non c'è davvero niente da fare...".
Dall'altra parte l'ascoltatore è pronto già con la capsula di antidolorifico, sa già che non sarà così.

Lunedì 4 Marzo, viaggio in auto, strada lineare in mezzo ad aree industriali, capannoni, poi campagna, poi case diroccate, poi dopo un ora di viaggio , il paese, circondato e fasciato da barriere di plastica arancioni, zone delimitate e pericolanti. La chiesa inagibile, i singoli container con la chiesa,  la banca, il bar cinese.

Una strana sensazione, si fa avanti. L'ufficio, un microufficio, tutto in miniatura.
Poi sale l'ansia, è normale, ogni volta che si cambia destinazione, lavoro, l'ansia.
Poi rientro.
Secondo giorno, Marzo 5 Martedì.
Fino alle 10:30 quasi tutto normale, il cielo è plumbeo, un senso di soffocamento si avvicina, tutto è grigio e buio, fuori dal vetro la griglia arancione e l'area sigillata, la torre dell'orologio ferma dal giorno del terremoto.
Dentro tutto inizia a vibrare, il respiro manca, ...ed ecco il panico.
Quella cosa di fronte grigia, orrenda, le sue lame, di fronte, immobile, poi vibra, la testa gira,
la disperazione. Non c'è nessuno e non si sa come uscire, non ci sono rumori, non ci sono vie di fuga, è tutto insonorizzato, telecamere a circuito chiuso.
Un esplosione come acqua salmastra nel cervello, un grido, poi tutto si sdoppia, i rettangoli sono tanti, la fine è vicina.
O io, o questo "lavoro", scegli....una voce interiore, forte, assoluta.
Il conflitto di sempre, le alternative, le alternative ? Cosa sono?
O vivere o morire, o restare se stessi o impazzire.
A fatica, tremando, prende il telefono, - Basta, ho un attacco, ...per favore, lascio, sto male, firmo...-.
Dall'altra parte una voce di donna, il filo le trasmette il panico, sa che qualcosa sta accadendo, ma non vede.
Non vede i doppi riquadri, la griglia arancione che si liquefa, l'orologio che è fermo da un anno, i container, le zone rosse, dove tutti si conoscono per nome e sanno che cosa fanno,chi sono i genitori e i figli.
Poi si parte, la zavorra di venti chili in spalla, il respiro affannoso si attenua, la fatica, la santa fatica,
calma....
Dividi et impera, anche chi lo subisce, fa la stessa identica cosa; dividi, dividi, taglia, lo sforzo diventa sempre più piccolo, non vedi la giornata, le ore, ma solo i minuti, non pensi a nulla, mentre la mente impazzisce, vede i campanili doppi, i numeri rovesciati.
Non importa, non sa più leggere e scrivere, le firme sono scarabocchi, i nomi dei segni geroglifici.
Le doppie visioni.
L'aria è più dolce, si respira , si cammina, si respira.Un altro giorno, lungo, lungo, senza mangiare, senza riposare, ma poi si conclude, nel tragitto di rientro, un altra ora e mezza, traffico ed ostacoli.
Altro giorno, 6, nuovo panico, nuovo lavoro, nuovi incarichi.
Poi la telefonata. -Si allora, mi dica, davvero intende lasciare ?...Daccordo, allora Martedi prossimo alle cinque l'aspetto per firmare".
Un sollievo, c'è la fila per firmare. Mobbing, malessere, distaccamenti, trasferimenti, un intera società al collasso che apparentemente sembra normale...
Chi ha vinto e chi ha perso ?
Quanti soldi o incentivi, prenderà il directora M.P. ? E' un lavoro duro fare del mobbing, può solo rendere tanto...fatto da una scrivania, osservando gli operai lavorare e cercando le vie traverse per rendere insopportabile ciò che è semplice, una grossa fatica.
Dopo undici anni, dopo promesse e contratti, che storia è ? Tutta italiana.
In Italia, chiamano "risorse umane" anche quelli che vogliono espellere;
In America, Inghilterra e altri paesi civili, motivano le risorse umane per generare guadagni aziendali.
In Italia, chiamano su raccomandazione, parentela, amicizie, affiliazione politica etc.
All'estero, no.
In Italia, non conta il tuo passato, le competenze ,esperienze,conta chi conosci.
All'estero, no.
In Italia non hanno interesse che lavori bene, ma che tu sia costretto.
All'estero, no.
In Italia non puoi divertirti lavorando, devi solo soffrire, altrimenti non lavori.
All'estero divertendoti lavori meglio e produci di più.
In Italia, normalmente pensi chi sarà e perchè mi vuole "fottere" ?
All'estero pensi, sarà un opportunità ?
In Italia il cliente è un rompiballe che serve solo per i soldi che ha,
All'estero il cliente è una risorsa per l'azienda e va curata.
In Italia l'orologio significa la fine del lavoro e della sofferenza,
All'estero il metro della produttività.
In Italia i colleghi sono dei rivali pettegoli,
All'estero chiamano i colleghi un team o una squadra di collaboratori.
In Italia si investe per chiudere aziende,ridurre costi,demotivare il personale.
All'estero per motivare personale.

Potrei continuare,forse questi sono alcuni motivi perchè le motivazioni e di conseguenza la produttività in Italia  scende nelle classifiche economiche ma devo andare a cena, l'intera cosa è durata 6 mesi di malessere, dolore,rabbia, ma poi...
Un caloroso saluto, "con  vibrante soddisfazione", dal profondo del cuore, vaffa a tutta la meg@zienda!

P.S.
"Ma ci riescono tutti!" come disse qualcuno,così sarebbe una  sconfitta ? 
E' curioso che tutti quelli che non hanno mai fatto quel lavoro, con quelle situazioni,  siano capaci di dispensare consigli mentre quelli che l'hanno fatto sanno esattamente di che cosa e capiscono il disagio.Normalmente, gestire un lavoro in emergenza quotidiana, sempre nuova, sembra che causi stress.
Un lavoro non è una lotta quotidiana tra uno o più burocrati e dipendenti e un solo, disperso,dipendente.
L'azienda ha tuttora un solo obiettivo, licenziare, o meglio, l'auto-licenziamento.
Conclusione,  i metodi, le tecniche di svantaggio,  l'emergenze quotidiane, le chiamate nei posti diversi, la rotazione,,tutta la precarietà, il terremoto continuo , l'incertezza continua,la mancanza di informazioni, responsabilità, il "pressing psicologico",l'aumento dei carichi lavorativi, lo stress continuo, di riunioni inutili e il procrastinare gli orari di lavoro a tempi indefiniti, (non pagati) hanno fatto il resto, cioè rendere il lavoro più stupido e banale di questo mondo, portare pizze o preservativi usati come "il lavoro" più difficile e stressante.
Solo una mente perversa riesce a rendere complicato e stressante ciò che è banale, ma il fine è sempre quello, licenziare, tagliare costi, dismettere le attività e incassare nel breve periodo soldi, per poi perderli nel lungo periodo.
Forse chi ha  amicizie sindacali o burocrati o altro, sicuramente resta nell'isola dei "protetti", dove tutti aspettano lo stipendio fine mese e continuano a ringraziare la buona stella, stando a testa bassa, senza fiatare, perchè "tengo famiglia". Oggi il vantaggio del ricatto reddittuale è la possibilità dopo 25 anni di servizio di un dipendente di sbatterlo a 160 km di distanza senza curarsi minimamente degli effetti, oppure di altri trasferimenti,(testimone, non per sentito dire) pena, il licenziamento..
E' una lezione morale, per la sopravvivenza occorrono appoggi, l'onestà, il voler lavorare, le altre qualità non contano, almeno nella nuova-vecchia Italia meritocratica.L'Italia dei "professori " s'intende. .
Avere solo un obiettivo, di un lavoro "normale", senza appoggi di padrini, amici etc. orario di lavoro rispettato, no mobbing e basta,è una visione perdente, pertanto se non è stato possibile, non è una sconfitta.Sono e resto uno scarto del sistema (di questo sistema), senza piangersi addosso, ma con lo stigma addosso della visione di quelli che dall'alto del loro posto fisso guardano in basso ai "senza".
Non è più un mio problema, loro devono giustificarsi, per continuare.
Mi spiace per alcuni, non intendo "fare il disoccupato" di professione , tante amenità del genere,tutto questo veleno, ci sarebbero enciclopedie di luoghi comuni da scrivere, ascoltato per anni e mesi, ora mi carica solamente.Dopo tante esperienze e sofferenze personali, posso solo trarre un grande profitto. Come diceva qualcuno, il veleno che non uccide, rafforza, mi carica, tanto. .

Non sono nato in una grotta in Calabria e perchè "mi paghi" (il burocrate dipendente dell'azienda) puo fare di me tutto quello che vuole. Anche se non ci sono più sindacati e diritti,  "Non funziona così", caro signor M.P.
Non è una sconfitta, anzi, un giorno, vi dovrò pure ringraziare per le nuove opportunità che si sono aperte.

Aggiornamento su Meg@zienda
Reclame o reclamo scritto in data 9/Marzo/2013


Sono titolare del conto corrente n. 10######, ho effettuato un bonifico verso vs ufficio di #### il 28/12/12, come da istruzioni, ancora non mi è stato accreditato nel mio conto dopo precedente fax di sollecito, ed un ulteriore oggi in data 9/3/2013.
La cifra era di 200 euro inoltrata dal mio conto fi## (tempo 2 gg lavorativi per l'accredito) CRO Bonifico 454370#### . Se volete che denunci tale situazione ad associazione consumatori, G.D.F o volete che chiuda il conto corrente, non avete che da confermarlo via email al sottoscritto.
Un bonifico in Italia non impiega più di una settimana, diversamente i soldi sono stati "distratti" (rubati).
Inoltre, ho fatto richiesta accredito stipendio, circa un mese fà, oggi ho richiesto conferma al vs ufficio e non mi hanno potuto confermare perchè inoltrato da altra filiale; i computer servono a qualcosa ? Se non fosse ancora attiva, cancello anche questa funzione, prima di estinguere il  conto.
Se non ci sono i mezzi adeguati per gestire un conto online, oppure le procedure non sono via computer,  è sufficente confermare , ho avuto diversi conti online e anche un tempo all'estero, inutile dire, non ho mai trovato tanti disservizi come nel vostro caso.
 Il call center è inutilizzabile perchè ho atteso in media oltre 1 ora, pertanto vi ho rinunciato.
Anche oggi ho presentato un sollecito all'ufficio dove il conto è stato acceso, Via ####i, #####.
Se potete fare qualcosa, vi ringrazio, se non si può fare nulla , procedo in tempi rapidi all'estinzione del conto ed ad un reclamo su social network, associazioni consumatori e via dicendo, oltre che ad una denuncia all'autorità giudiziaria.
Due mesi e 10 giorni per l'accredito di un bonifico, sono tempi da terzo mondo oppure da distrazione di fondi.

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Chissà quando, come, risponderà meg@zienda ? E' importante ? E' una questione di principio quando vi sono centinaia di migliaia di conti ? Nella massa non ha importanza, qualche errore si può fare, diranno. Intanto della vita dei consumatori, clienti, dipendenti o quant'altro, che cosa importa ?

Segue saluto standard del Blog:

Un caloroso saluto, "con  vibrante soddisfazione", dal profondo del cuore, vaffa a tutta la meg@zienda!



domenica, marzo 03, 2013

Settembre 1969 Aprile 2013

Ricordi, tanti ricordi, le date indicano naturalmente i tempi, il desiderio di stabilità, fermare il tempo, le sicurezze, illusioni,anche se la terra si muove!
Così inutile fermare il tempo, il tempo di lasciare, cambiare, il prima e il dopo.

Un invito riservato ad amici e conoscenti , per favore, confermare presenza via e-mail,
bevande, cibo, sono in proporzione, grazie !

Pagina plus.google dedicata 

Perchè dopo tanti anni si lascia casa ?
Crisi economica, costi altissimi, carenza di reddito, sfratto ? Banche?
Forse perchè inseguiti da un ente, una struttura, un organizzazione malvagia, odiosa, repellente, invasiva chiamata meg@zienda ?


Mi ricorda molto un film, nel sottotitolo "Non puoi sfuggire, loro ti osservano",
chi ha visto quel film sa come la paranoia di essere controllati,intercettati,spiati ovunque progressivamente,ad ogni sequenza, un potere invasivo e restrittivo della libertà simile  a meg@zienda.Il gigante buono è un falso mito, una sua azione devasta la vita di migliaia di persone, chi non ha subito azioni simili ?
Forse nella vita è necessario avere un nemico, anche quando non lo si cerca, non lo si vuole e il desiderio maggiore sarebbe una vita tranquilla, ordinaria, ma loro , in quanto nemici, non lo permettono.
Amici e nemici, amore e odio, grandi cariche d'energia, sfociate in rivoluzioni o rivolte,dove i diritti dimenticati, per un attimo hanno voce. 
Odiare i sopprusi e le ingiustizie è più forte di me.Certo la consapevolezza che al gigante buono non si può far nulla di male, non deve spingere alla passività, ma alla vera intelligenza del sistema,usare più intelligenza del pachiderma, per sopravvivere e costruire alternative di sopravvivenza, di uscita.Perchè alla fine c'è solo l'azione non violenta dell'uscita e del boicottaggio, la dimostrazione che non possono sopprimere le vite degli altri.
Già essere arrivati alla consapevolezza che loro vogliono solo "fottere" (scusate il linguaggio) il piccolo, è la prima arma di difesa.
Ogni giorno costruisco un tassello, ogni momento so che mi avvicino alla liberazione, allora la vita ha un significato completamente diverso, molto più grande del loro infliggere dolore e disperazione.Io non credo alle loro parole,ai loro inganni, dentro la mia mente non entrano, presto saranno completamente fuori dalla mia vita. 
I veri bastardi non sono i figli di padri ignoti, sono le menti ignote
anonime, non firmano direttive, ma rendono la vita difficile ai sudditi, ai dipendenti, con tanti ricatti e regolamenti, godendosi lo spettacolo
di istruttori di animali.Giocano ad essere Dio, ma non lo sono.

Nel caso qualcuno avesse dimenticato ecco un bel video:



domenica, febbraio 17, 2013

Under election.no time (scusa devo andare a casa)

N.B.
Il blog ha ricevuto una lettera da un assiduo lettore e resta neutrale di fronte a fatti, circostanze,non verificabili, pubblica tale lettera per rispetto della libertà d'espressione,  aggiungendo che qualsiasi riferimento a persone, aziende, gruppi,citazioni,  è puramente casuale.


Caro Blog,                                                    Venerdì 15/2/13

Anche in questo giorno m'è caro, col sapore e l'anticipazione del giorno di riposo, alle luci dell'alba, in un sonno convulso, chiamato anche incubo,  il direktora gridava chiedendomi perchè non avessi consegnato l'ultimo pacco in una zona remota, cercando di ricordare dove e quando, la sveglia telefonica irrompeva  lasciandomi l'angoscia della domanda senza risposta, il dubbio, il rimorso di coscienza di non aver completato il dovere, un'ottimo viatico per una nuova giornata.
Appartengo alla setta dei reincarnati, sono alla mia dodicesima reincarnazione,quasi terminale, per colpe precedenti e passate, dal conclave della megastruttura, mi hanno assegnato in una zona remota, dove scontare le pene e le sofferenze previste.
La setta segreta, dimenticata dai media, conta molti milioni di membri, in tanti sottogruppi, eccezioni, accezioni, specialità,mansioni, ogni tre,sei,nove mesi avviene una metamorfosi di stato, a volte termina in vacatio (trad. in bol. "in vacca") sine die (trad. in bol. "senza data").
Nell'era della disoccupazione obbligatoria, in attesa della fine del debito con meg@azienda, proseguivo il ciclo delle reincarnazioni,quel giorno, sereno, lungo la strada andando al luogo di pena, affrontavo con il solito entusiasmo il dovere quotidiano.
Prendendo servizio, strisciavo la banda magnetica e il codice a barra col numero di matricola, attraverso cavi, reti, ponti radio,veniva trasmesso al supremo controllore di Roma, sede di tutte le sedie.
Un giorno come tutti gli altri, i robot si muovevano lungo le striscie gialle. Prima osservazione: "Non hai le scarpe!", ore 7:15 Impallidiva, come dire ad un bagnante, sei nudo, non si vedevono i piedi, ma comode scarpe da ginnastica. Per seguire la pena occorreva mettersi speciali scarpe, alte, impermeabili, non traspiranti, bloccanti la caviglia e la punta, provocando fastidio e dolore, ma la giustificazione era "per la tua e la nostra sicurezza", come ai bambini si mettevano le scarpe ortopediche.
Poi mi raggiungeva la caposala, "firma qui!", "che cosa?" " che hai fatto il corso A09/22 sulle smart APF modalità consegna", incredulo, "cosa ? Quando mai?", "L'altro ieri, quando il direktora ha spiegato la storia dei nuovi pacchi", incredulo, "ma cosa ha spiegato? Io non c'ero", "ma tu firma lo stesso...". Se firmi, sarai responsabile di cose che non sai, non hai capito e sarà un altro ottimo motivo per punirti...voce della coscienza.
Mi mettevo alla postazione a lavorare i prodotti, a portare le casse, poi a prendere il sacro terminale connettivo con la centrale, dove ogni intelligenza remota sorvegliava l'andamento del lavoro in ambiente controllato.
Homo, il suo nome, fuori produzione da cinque anni, con sistema operativo umorale, visore piccolo,interprete di codici a barre, chiedeva la password, cosa che regolarmente dimenticava, la parola segreta.
Gridavo allora : "Qual'è e la parola segreta? " in coro gli rispondevano Alex002, il vicino,tutti avevano lo stesso terminale, la stessa password segreta, ma personale, misteri di meg@zienda. Però sei responsabile,voce della coscienza.
Iniziava il lungo calvario, "come sarà oggi Homo? Sarà felice che c'è il sole, mi farà fare il login oppure si rifiuterà e la colpa sarà sempre mia?" Mentre aspettava ed un circolo multicolore ipnotizzava l'operatore in attesa, l'orologio girava nella sua folle corsa.
Ma la rete, la grande madre, non c'era...l'antenna non copriva il capannone e cosi i tanti robot giravano cercando il segnale con in mano il terminale come andassero a caccia di farfalle, "Eccolo qui il segnale!" e si inginocchiavano in un angolo in attesa che espletasse le sue funzioni di riconoscimento,caricasse il sistema, le procedure e si potesse iniziare a lavorare.
Poi la password scadeva, naturalemente dopo tre tentativi si bloccava, dovevi aspettare mezz'ora, la colpa era dell'operatore che doveva immaginare, senza alcun segnale o warning dallo schermo che la password era scaduta e salivi di un livello di maturazione maggiore, uno step forward, un passo avanti nel pro-cesso.
Poi quel giorno chiusero la finestra, l'interfaccia dove i preziosi venivano consegnati alle mani impure degli operatori,per non essere disturbati,problemi col sistema centrale, in altre parole, non funzionava niente e i robot-dipendenti dovevano attendere per lavorare.

Così il direktora in persona disse solenne:"Ascoltatemi !" pausa, "ci sono problemi, ..uscite lo stesso...solo chi verrà chiamato ritira i preziosi...".
"Ah i preziosi, i giochi Polentoni!" ecco cosa dovevo consegnare...
Tutti partirono per le varie destinazioni, caricando,caricando, il sole già all'orizzonte.
Nella corsa, la sequenza dei numeri, il percorso, i cambi di marcia, gli stop improvvisi, una sosta di tre minuti per tranciare un quadrato di pizza, poi di corsa lungo strade sterrate, animali selvaggi, acquitrini ghiacciati, capannoni in disuso, case diroccate dal terremoto, fienili, sempre a corriere.
Infine il dolce rientro di venerdi, pregustando la libertà, l'assenza di tutto quel mondo assurdo.
Rientravo, carico di casse vuote, nulla d'aspettarsi....Invece, invece, "aspettati sempre l'imprevisto!" quarantacinque minuti prima della campanella, come un bravo monello.
"Il direktora ti vuole è urgente !", la frase che non vorresti mai ascoltare.... Allora il sogno era vero! Sì, ricordo esattamente come l'incubo e la realtà erano identici, un brivido, una profezia?
Mentre salivo i gradi alti,sulla porta c'era scritto il motto del direktora "Mors tua,vita mea" , in una lingua straniera e noi poveri ignoranti non capivamo. Egli stava immobile concentrato con lo sguardo fisso, non si capiva, se era ebete o ebbro, oppure in entrambi gli stati,poi un cenno, era al telefono, minuti e minuti, dieci, quindici, altro giro, poi richiamato "Si vieni...Ecco questo..." sollievo, un modulo vacatio,da correggere come sempre.
Poi guardando l'orologio ed approssimandosi la fine agitava un foglio, "Questo oggi andava consegnato! Quindi ORA esci".Dieci minuti prima della fine....impossibile andare e tornare in dieci minuti.
"Come?" " Sì l'ho detto a tutti, fai come tutti gli altri, parti e vai a consegnarlo...".
"Ma è quasi l' ora di chiusura, fra dieci minuti scade il mio orario, non riesco a consegnarlo...Mi accompagna poi lei in città? Come ci arrivo da qui ?", nessun mezzo pubblico nel raggio di cinque chilometri, corriera ogni ora dal centro per un altra ora di viaggio.
"Eh no caro! Non mi interessa, tu esci e lo consegni, questa  roba elettorale, scotta! Se arriva un ispezione, non posso proteggerti!E l'ispezione arriva! E poi come mai questo mazzetto qui non è stato consegnato ?"
"Non c'è l'ubicazione, come faccio? " "Sei qui da diversi mesi, dovresti conoscere tutto e tutti!".
"Va bene, scriva, scriva la nota...ma io non posso uscire e fare 5 km per portare questo foglio fuori orario lavoro!".
Lo schiavo osava ribellarsi ! " Inaudito! Non riconoscente!
"Chiama le guardie faccia da schiaffi, se ci riesci! Chiama pure i gendarmi! Fai la nota di servizio! Mettimi a casa, se ci riesci...." pensiero stupendo, (pensiero stupendo, nasce un poco strisciando... )testi_canzoni_patty_pravo_pensiero_stupendo. Un positivo confronto tra mente-catti.
La campagna elettorale, uno stampato con nome e cognome, la faccia di Pierilluso che prometteva un Italia migliore e già realizzava il peggiore per quelli che trasportavano il suo messaggio a destinazione....
Poi un grande amico, arrabbiato nero, veniva in soccorso, laddove il confronto deficente non aveva soluzione, prometteva di portare l'illustre,personale messaggio del segretario  con il mezzo privato, naturalmente, fuori dall'orario di lavoro, non retribuito, con costi personali.
Erano centinaia i foglietti di Pierilluso, consegnati uno ad uno, solo uno era rimasto in postazione, ma per quell'oltraggio alle regole, nessuna tolleranza, il direktora, mostrava la faccia severa di meg@zienda. L'azienda degli italiani, il deposito dei raccomandati dei partiti, dei sindacati, dei parenti,degli amici e dei conoscenti, la centrifuga dei temporanei,un universo a sé, il collettore degli esuberi di altre amministrazioni, il fondo senza fine dei depositi monetari, il magazzino della tecnologia scaduta.
Aveva atteso gli ultimi dieci minuti per comunicare l'inadempienza allo schiavo, tornare a casa dopo nove ore che si era lasciato casa, non era un dovere, ma una concessione occasionale.Gli schiavi non hanno orari, solo doveri, inadempienze, viltà.

Una canzone dall' mp3 acceso mi accompagnava, per calmarmi, non ne capivo il senso, in fondo uno schiavo non deve capire,solo eseguire.

First they ignore you
Then laugh at you, and hate you
Then they fight you
Then you win

When the truth dies
Very bad things happen

They're being heartless again



I know it's gone and there's gonna be violence
(Want you to love me)
I've taken as much as I'm willing to take
(Want you to be)
Why do you think we should suffer in silence
(The heavens above me)
When a heart is broken, there's nothing to break
(Eternally)
....
 ...You should see me in the afterlife
Picking up the sons of guns


Robbie Williams or Mahatma Ghan or Nicholas Klein ?

Il refraim era "Ogni giorno, come posso renderti la tua vita più miserevole e farti sentire inutile servo del sistema? Come posso umiliarti? Come posso rendermi sgradevole? Come posso farti pesare le regole e le tue inadempienze? Come posso farti sentire cretino senza essere un genio?
Come posso farti licenziare? Come posso rendere un lavoro stupido,non importante, quasi inutile,una perdita di tempo, la tua ossessione?"

Seduto su una sedia oppure ad osservare dall'alto di una ringhiera oppure dietro un vetro, col riscaldamento acceso, mentre fuori nevica o piove, come posso renderti la vita miserevole ?
 How can I  make you feel miserable ?"  a slogan for the managers of meg@zienda.Why ? 
You have to give up your stolen job place,because you haven't got any godfathers beside."
Poi un altra strisciata di banda magnetica, poi alla macchina, poi i ricordi mentre il percorso memorizzato fino agli alberi, ai paletti coi catarifrangenti rotti richiamava altri ricordi.
"Devi accettare quest'occasione , non ci sarà più..O farai il disoccupato a vita!" aveva detto la maga Circe ai suoi porcellini prima che diventassero tali, l'aveva ascoltata, l'aveva amata, all'origine di ogni conflitto c'è una donna, ovunque.La sicurezza, il posto di lavoro,vecchi miti, non più per tutte le stagioni, mentre proprio quel giorno meg@zienda annunciava tagli di 7 magazzini e tagli di personale....Nulla è più come prima...
Come maga Circe era rimasta nel suo palazzo,tra gli eletti, vicino ai piani alti, privilegiati, bar, pause, permessi, ferie, ma ogni giorno arrivava la sua commissione, come un fiume che dal monte, dalla sorgente giunge a valle, anche nella valle della nebbia, disperso fino  a giungere a destinazione fisicamente, trasportato dal corriere. Lei l'aveva lasciato e scaricato, senza futuro, vecchio, povero alla fine, arrenditi, non sei tra gli eletti, pochi giorni dentro la gabbia dorata in una delle tante sue precedenti reincarnazioni, quando l'ignoranza e la normalità esistevano.
Tante erano state le sue profezie, terribili ma non la sua splendida voce, come fossero fatti, innocenti, ora ricordava, "Dovrai fare un lavoro che ti occuperà ore e ore e non ti lascierà respiro, così non  avrai energie..Così anche tu sarai arrabbiato col mondo...". Perchè arrabbiato col mondo ? Perchè non conosceva già la sofferenza della vita? Perchè?
Eppure l'amava e non poteva non averla amata e non poteva scegliere chi amare,profezie e maledizioni come bicchieri d'acqua salati, scivolavano lungo la pelle, vaghi ricordi, senza repliche e risposte, la maga Circe non conosceva nel dialogo errori.

Ma ora pensava e vedeva tutte quelle parole, ascoltava la rabbia,tutto in un momento, incredibilmente distaccato, questo mondo non era il suo,mai stato, un passaggio. Dopo mesi di attacchi di panico, dopo essere stato deportato nel paesino per fare straordinari quotidiani che non erano piu straordinari, rivivendo passati orribili, sofferenze gratuite, inflitte dalla pura malvagità di persone menefreghiste, squallidi burocrati, dopo mesi di pianto,testate contro il capannone, tutto si stava dissolvendo...
Era tutta finzione, la vita era altro...
La vita era, è, fuori dal capannone, fuori dalle strade sterrate, fuori dai moduli e codici a barre, fuori dai tesserini di riconoscimento, fuori dai terminali.
La domanda insistente era, esisterà mai un luogo di lavoro NORMALE in Italia ?
Dove non c'è raccomandato, legami, dove c'è il civile rispetto, dove c'è il rispetto degli orari e delle parole date oppure l'alternativa è stare a casa in malattia, il licenziamento coatto, l'emigrazione ?
 
Maga Circe poteva continuare nei ricordi delle sue profezie, poteva aver avuto ragione, solo un momento.Perdersi, perdere la ragione, perdere la propria identità, identificarsi con le ossessioni profuse da inutili burocrati che devono giustificare la loro attività ed esistenza.
Trasformato in maiale o bestia feroce,perdendo la propria identità, solo per un momento nella notte, poi come l'alba arriva con la luce,tutte le ossessioni,gli incubi decadono dispersi come polvere nel vento.
Un senso di liberazione profonda, "non siamo quello che dicono gli altri di noi, siamo quel crediamo, noi stessi di noi, se si crede, si avvera, nessuna magia, nessuna profezia, il seguito naturale del tempo".










domenica, febbraio 03, 2013

In house, meg@zienda

 Ricevo e pubblico;

" Caro blog,
Sala d'attesa all'aperto per fumatori, sede regionale, in meg@zienda, aspettando il lento,inesorabile destino, il direttore del personale, Dr D.R....
Edificio 1 (centro magazzino) , edificio 2 (direzione e centrale comunicazioni) a sinistra, altrettanto enorme, dove cavi sotterranei attraversano il sottosuolo e danno connettività a centinaia di uffici, numerati, dal vetro e targhetta, quadro e funzione, potenza e potere, sulla massa di dipendenti dispersi.
Tredici anni di vita consumati in pochi minuti, cosi come tante altre volte, non ricordo il volto e non immagino chi sia.La guardia prende carta d'identità, pass, non si entra senza essere identificati, manca il body-scanner, nello zaino, una bibbia in Inglese e un coltello (da pane) da 28 centimetri, non si sa mai...
Le preghiere eventuali, per un'ultimo desiderio, prima di essere abbattuto come un animale randagio colmo di rabbia e disperazione.Dimenticato in un articolo in VIII pagina, cronaca del Resto della Locale.Forse , fosse solo questo.
L'individuo avanza verso la porta cristalli, "hood on", occhiali da sole, mentre all'esterno è grigio buio nuvoloso, sciarpa fino agli occhi, la paura di essere riconosciuto da ex-ex-ex-colleghi è immensa, le loro eventuali domande irricevibili, l'identità una vergogna esistenziale.
Non si combatte la paranoia, i ricordi, l'orrore, il panico incontrollato. Ed ecco LORO, persone quotidiane, impiegate, conversano delle cose più comuni, di fronte al totem della foto, riempiendo cicche sulla testa, sulla mia testa, io sono un posa-cenere, in quel momento, la mia mente arde.
Distaccato dalla civiltà, dopo ore di guida, in mezzo a luoghi ignoti e desolati, ritorno alla civiltà,a pochi metri, il centro commerciale di casa, più vicino il fabbriccone magazzino dove stanno gli "eletti".A Matrix ce n'era uno solo, qui circa ottocento, molti dei quali con disturbi mentali.
La guardia è gentile, annuncia il ritardo del dottore per la catena dei colloqui, "se credevi d'esser solo, hai sbagliato indirizzo, la processione è iniziata da stamattina e terminerà stasera".
Di ciascuno un dossier alto diversi decimetri,fatto di fogli laminati di un millimetro, lettere, ordini di servizio, valutazioni, documenti, note, etc...Sanno tutto di te, tu non sai quasi nulla di loro.
"Se fossimo stati in America, le stragi avvenute in questo luogo...si conterebbero nell'ordine di centinaia, invece, qui, regna una calma, una rassegnazione, un indifferenza, arde solo il posa-cenere...poi si chiedono perchè la gente fuma?".
Mi richiudo nel travestimento, pregando solo di non incrociare nessun sguardo conosciuto, di passare per un anonimo corriere o parente o visitatore...
"Ecco il dottore l'aspetta...prima scala a sinistra, primo piano, poi a fianco dell'ufficio...Legale",
ed ecco sai che sei arrivato al tempio di meg@azienda.
Così perso, arrivo, esce e viene incontro, non lo riconosco per tre, quattro secondi, mentre mi chiama per nome e si ricorda benissimo chi sono. Il registratore è già partito,link embedded per futura assicurazione.
Ed ecco chi era D.R. , calmo, gioviale, scivola dall'open space in una sala riunioni, mentre 5 impiegati sono alla loro postazione pc.
Provo ad avere un aspetto normale, non ho più cappello, occhiali, sciarpa, cappuccio, ma il volto rosso come uscito dall'inferno dell'intemperie, freddo e vento.
"Ah anch'io sono entrato come lei, temporaneo e precario, poi ..." la sequenza, la carriera", le sigle, "so cosa vuol dire i primi mesi....Poi ora sono un quadro, un dirigente...certo ho avuto fortuna, conosciuto persone....".

Già i primi mesi...ma sono sempre i primi mesi, anche dopo anni, per alcuni, sono sempre i primi mesi, ....
Il suo entusiasmo e tono conciliante, poi svela, "siamo dello stesso anno come potevo dimenticarmi ? Si trova bene a ...? " improvvisamente non capisco se sono in direzione o in una soap opera,"boat people", la gente della crociera è allegra mentre la nave affonda.
Vuole convincermi che sono in un luogo ameno,... si a-meno zero, "Guardi io ho più stima di voi che siete a contatto col territorio, avete il device, siete l'interfaccia con i clienti, fate un lavoro delicato, che quelli del centro magazzino....quelli fanno un lavoro da SCIMMIE".
Gli eletti sono delle scimmie ? Bestemmia.
Manipolazione delle realtà aziendali, trucchi ed artefici e raggiri.
Mi ricorda un noto dirigente, disse che il suo lavoro, pagato alcuni miliardi, fosse di merda, meglio l'operaio....
Nel centro magazzino, solo gli eletti, i figli dei figli, i parenti di, alcuni vincitori di,alcuni stranieri,conoscenti di,i fortunati, quelli con problemi mentali, in recupero da droga, in distaccamento da altre sedi, parcheggiati da altri enti, una fauna umana innumerevole...eccetera...delle scimmie ?
Si,aveva detto  scimmie, probabilmente felici. Lo stupore.
Dopo aver decantato il lavoro schiavizzato, fece le ipotesi del caso;" lei non è più tanto giovane, ora c'è una grande crisi, consideri questo lavoro come un altro....Vuole cambiare sede ? Allora noi metteremo a casa dal centro (numero), cassa integrazione per...poi ridurremo di ...unità, quelle città..." mi svela il piano di tagli del personale con numeri raccapriccianti.
"Nel suo distaccamento" (punitivo) "invece allargheremo le zone di competenze..." cioè tradotto l'inferno si allargherà, non saranno più 35-40 km di raggio operativo, ma forse 60, 70 km.
Tradotto: se prima ci mettete due o tre giorni, ora completerete il lavoro in una settimana forse.
"Non venderete l'intero settore ?" chiedo. Sorride, poi confessa, "questo và al di là delle mie competenze, sono strategie nazionali prese in sede centrale a Roma e politiche".

"Se lei volesse terminare oppure a causa del lavoro soffrire un esaurimento, allora c'è questa possibilità ora , un offerta, aperta a tutti, l'accordo, una buonauscita, un aiuto per i primi mesi, si firma in sede confederale,..." . alla richiesta di quantificare, magicamente appare sul tavolo vuoto di formica marrone, una calcolatrice dedicata allo scopo, tasti premuti, display non visibile, funzioni.
"Vediamo...lei ha incassato tremilacinquecento netti, significa che ne deve a NOI, settemila..."
(ovvero circa sei mesi di lavoro schiavizzato), "Se firma, posso darle diciotto mila, meno ...meno...meno...percentuale di....poi contributo di...per...diviso...hmn, circa ottomila, si allora guardi....posso darle...hmn, ma sì,...ventimila, rifacciamo il calcolo....".
Ero un articolo, basta.
"Fino a quando è valida l'offerta?" (si stava parlando del supermercato discount?)
"ah questo scivolo è valido al massimo fino al 31 Marzo..." "Poi?" "ah poi...nulla, di solito accordi come questo ci sono ogni due anni, l'ultimo uscito l'anno scorso...forse se ne parla nel 2014"
"posso chiedere...." "No, secondo il regolamento non può chiedere ne questo ne quello, niente trasferimenti,orari, funzioni, nessuna altra possibilità...Quello che chiede è riservato ai sottoscrittori del precedente accordo n. bis, in deroga al contratto comma 1 etc.."
"vorrei una copia del regolamento...così per sapere...cosa succede se.se per esempio scompaio....."
Sorride per un attimo, " Ah certo, deve chiedere al dottor M., sez P, stanza 902, interno 12.
Certo se poi lei pensa di sparire in India, è una scelta sua, NOI non la cercheremo, però, non potrà più tornare in Italia, perchè la prosecuzione legale d'ufficio è automatica e il debito con Meg@zienda sarà notevolmente aumentato da interessi, si aggiungerà una causa civile per danni e poi anche causa per abbandono di servizio immotivato e questo sarà oggetto di causa penale, quindi si ritroverà con tre cause esecutive, non le consiglio, tanti soldi da rimborsare all'azienda più di quanto possa aver guadagnato....".Confisca dei beni a lei intestati.
Destinazione Alcatraz , arcipelago gulag, altri luoghi ameni come Dozza, Regina Coeli Amen, ora pronobis..(nomi di santi, peccato bestemmiare)... .
Ci fù una pausa, il discorso era stato come un rollercoaster, su e giù per le montagne russe delle possibilità, per finire alla condanna come la più semplice delle soluzioni.
Il volto bonario dell'azienda e il volto feroce, quasi statale e impersonale.
L'umanità e l'automa.
Concluse : "Ci pensi e rifletta....le do il mio numero dell'ufficio..".
Usci, mentre scendeva le scale, si mascherò, sciarpa, cappello, berretto, in una macchina indescritta, girò il viale, all'incrocio, testa bassa, accelerò al verde, nessuno l'aveva riconosciuto, spense il registratore.
Arrivò a casa,  apri la porta e come fosse una cosa normale,le lacrime in automatico, incontrollate, iniziarono a scorrere, poi urlo per mezz'ora finchè la rabbia si acquietò in un ultimo respiro profondo.La paranoia dell'ubiquità di meg@zienda oramai ricattato e annullato, il rimpianto per tutte le aziende normali, i lavori normali.
Fuggire con un mezzo pubblico non registrato, come una corriera, dopo aver trasferito i fondi in una banca europea,poi trasferimenti su altri conti estero su estero, cambiare identità, nome e cognome, abbandonare tutti i contatti, internet, svanire nel nulla. Morire per rinascere.Abbandonare l'orrore e l'errore e il passato.Il peccato originale,nascere per sbaglio in una nazione con  una fede sbagliata nell'aspirare ad una vita normale.Svanire nel nulla, la conclusione.

giovedì, gennaio 24, 2013

Mini storia di ordinaria follia

Perchè non scrivo più tanti post, non mi si vede spesso on-line sulle altre decine di social ?
Facile, se la giornata è di 24 ore, circa 5,30 per dormire, quasi 11 ore in spostamenti, le rimanenti  ore per burocrazia, imprevisti, spesa, mangiare 1 volta al giorno,piccole pulizie, controllo posta, non resta altro tempo per....
E' solo un periodo, presto finirà...
Un saluto a tutti, buonanotte.


sabato, gennaio 12, 2013

Italia s'è desta..

S'è desta...
Anche se l'Italiano fosse solo un 'opinione, il senso comune intrepreta come "si è risvegliata dal sonno", non escludo altri significati, liberi d'aggiungere e commentare..
L'inno che tutti conoscono più o meno a memoria, le parole, restano sempre ambigue per loro natura.

Ricevo da un lettore del blog questa lettera;

"Leggo da diversi giorni articoli deliranti su Meg@zienda, scritti a più mani, senza mai citarne il nome, per paura di cause diffamatorie e pare altre conseguenze.
Da tutte queste esperienze, non vi è un nesso,un senso, se non un delirio persecutorio, il blogger o chi per lui, mi sembra stia scadendo nella paranoia.
Questo non aiuta e solleva gli animi!
 La disoccupazione ha raggiunto livelli intollerabili, non ci sono prospettive di crescita e assunzioni, la gente sta quasi letteralmente morendo di fame, molti contratti sono in nero e con situazioni peggiori di quelle descritte nel blog.
Non conosco meg@zienda, ma se dà lavoro a tante migliaia di persone ed è una delle più grosse aziende italiane, florida economicamente, allora mantiene tante famiglie, noi dovremmo fare un monumento a quest'azienda Italiana!
Questa persona riceve lo stipendio tutti i mesi, insulta e sputa nel piatto dove mangia! 
Questo è vergognoso, aggiungo che forse lei è seduto comodamente in una poltrona a fare il lavativo!
Pertanto se non rettifica il contenuto diffamatorio e offensivo verso quest'azienda, smetterò di leggere questi demenziali, inutili, dannosi, anti-patriotici insulti!
Si ascolti l'Inno d'Italia, guardi le grandezze prodotte nei secoli da questo popolo generoso e coraggioso, prenda esempio dal meglio, vedrà un Italia diversa, "l'Italia che sogno".
Se è lei a lavorare in quest'azienda, pur con i difetti umani, le disorganizzazioni, si chieda se alla sua età, riuscirà mai a trovare un datore di lavoro, disposto ad assumerLa !
Oppure vuole fare il disoccupato/precario a vita?!
Vedrà che con il tempo, fra cinque, dieci, vent'anni, la sua situazione migliorerà !
Pensi positivo e tutto cambierà!
Si adatti e accetti quel che la vita di grande le ha dato, vedrà col tempo, solo col tempo, tutto migliorerà...".

(Firmato, via e-mail da un lettore)

Caro lettore,

Non condivido il suo messaggio, ma rispetto lei e la libertà d'opinione.Questa è solo la prima parte della mia risposta.
E' vero, non farò mai il nome di meg@zienda, sarò costretto a censurare il suo nome,  nonostante tutti la frequentano ed abbiano rapporti, quindi posso parlare di esperienze dirette e di lettori,  etc. etc.
Non c'è solo questa meg@zienda, ce ne sono altre, più piccole o simili, dove il loro potere è così pervasivo e totalizzante che gli individui perdono il sano ragionamento per adeguarsi alle loro direttive, come sembra lei abbia dimostrato scrivendo.
Esempio n.1
Oggi una persona di mia conoscenza, seguendo la pubblicità del sito Apri il conto conto con pochi click
è andato fisicamente in una filiale di meg@zienda...E' pronto e attento ad ascoltarmi ?
La pubblicità indicava una procedura facile e veloce, compili il modulo on-line, stampa, consegna nella filiale più vicina con copia bonifico, documento identità, codice fiscale. L'appuntamento fissato per via telematica, con data e luogo, inequivocabile.
Il ns conoscente arriva in orario nella filiale, nessuno sapeva dell'appuntamento e i due responsabili, primo in ferie, l'altro assente per malattia, gli altri impegnati in vari servizi, incluso pulizia delle unghie.
Poi dopo circa mezz'ora, una persona raccoglie i documenti, si scusa, dice che non risulta dalla lista degli appuntamenti giornalieri il suo nome, se ne parla dopo le festività, ma promette l'attivazione del conto on-line nel giro di 10 minuti.
Passa una settimana, nessuna comunicazione, passa una seconda settimana, nessuna comunicazione.
A questo punto il ns conoscente fà visita improvvisa alla filiale (oggi). Dopo un'attesa di un ora parla con una delle responsabili.
-Ah lei è...sì, abbiamo spedito i documenti al centro di...(fuori regione, nel confine) e dobbiamo aspettare una verifica e ci vorranno altre settimane -. Al ché il malcapitato chiede -Ma non è un conto on line? La procedura dieci minuti?-.
-Si,  è vero, però lei ha seguito una strada tortuosa, il web, ed è tutto sperimentale....dall'appuntamento all'apertura del conto, poi alla fine è tutto gratuito,.. lei può aspettare....gli altri invece pagano e in poco tempo hanno il conto aperto. Vediamo se c'è qualche novità...- Si siede dietro il terminale.
-Ma scusi, il bonifico che ho fatto a vs favore?-
-Coraggio , abbia pazienza, prima o poi, il conto l'apriamo....sa devono verificare se lei è nei protesti,  se ha delle pendenze, penali, civili...-
-Ma sapete tutto di me..i documenti richiesti....-
-Sì però questo è un distaccamento nuovo della meg@zienda e i criteri sono cambiati. E' tutto sperimentale!-.
-Ma nel sito non c'era scritto ...se lo sapevo...-. Poi a terminale...
-Ah ma è nostro dipendente! Perchè non l'ha detto prima? Dove lavora ?-
Colmo di vergogna il malcapitato abbassa la testa, confessa la più grande vergogna esistenziale della sua vita,la signora dietro la scrivania in cinque secondi dice due o tre ingiustizie subite da meg@zienda, la cosa più normale di questo mondo.
-Vedrà, alla fine aprirà il conto, deve solo aspettare...-
Il malcapitato sorride amaramente, sa di essere stato per l'ennesima volta truffato e raggirato da meg@zienda, ma LORO possono fare tutto quello che vogliono, "voi non siete un cazzo". (cit. il Marchese del Grillo) [spiace usare linguaggio volgare ma nulla riassume meglio].


Esempio n. 2
Lo stesso malcapitato mi raccontava come da una settimana contatta un call-center di un altra meg@zienda per aprire una polizza on line, naturalmente non sa quando, come, se , mai riuscirà ad aprire una polizza.
Inviate decine di mail e fax con allegati, documenti, ricevuti sms, ore di tempo perse, il famoso "fai date" per risparmiare.
Saranno felici i detrattori di internet, invece non è responsabilità del mezzo, telefono/internet/fax, ma semplicemente della gestione aziendale.

Esempio n.3

"Vedrà che con il tempo, fra cinque, dieci, vent'anni, la sua situazione migliorerà !
Pensi positivo e tutto cambierà!"
Il malcapitato ogni giorno vede persone che hanno lavorato dai 10 ai 40 anni per meg@zienda, confinati nel distaccamento punitivo, costretti a fare dai 30 ai 60 km al giorno di sola andata, retrocessi in qualifica e retribuzione,anche loro vedono a ritroso la loro situazione: stavano meglio, ora peggio, il futuro ? Finte promesse,forse la pensione.

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(Continua la risposta alla sua lettera)

Ciò che si contesta a meg@zienda non è la sua esistenza, ma la gestione.
LORO sono anonimi, (i responsabili della catena di comando, una serie d'incapaci e soliti idioti anonimi,mai  responsabili individualmente) , ma sanno tutto di VOI, decidono, infliggono le loro scelte devianti, NOI (cittadini/dipendenti/clienti) subiamo, dovremmo tacere delle LORO nefandezze?
Il blogger combatterà la sua battaglia forse da Don Chisciotte,forse  ridicola, ma è davvero l'unica voce tra  migliaia di Zombi passivi ?
Se lo stipendio o il denaro compra tutto, secondo lei, caro lettore, comprerà anche il mio libero pensiero e la mia dignità umana? E se sì, quale differenza morale avrei dal commettere furto, tradimento,truffa aggravata e continuata ?
Accettare tutto , significa essere passivi, perdere identità, diventare zombi. LORO vogliono questo.
Ovvio, il denaro e le possibilità economiche le hanno già, manca solo, il CONTROLLO TOTALE.
Cosa dovrei, addattarmi ? Ciò che vedo , per il fatto che esiste, è giusto  accettabile ?
Ciò che m'ispira è l'insoppremibile senso di giustizia, come la necessità di bere e mangiare,
questo senso non esime da ripetuti errori personali, ma per lo stesso senso vedo, riconosco gli stessi miei errori, poi vedo anche  la luce ...tra poco la luce e la fine di tutto ciò, in un modo o nell'altro.
Se lei non volesse più leggere post riguardanti meg@zienda, deve solo cliccare nell'etichette del blog a destra, dove non è presente.Non troverà scritto meg@zienda ma megazienda , perchè non è possibile mettere come etichetta parola con '@'.

Appartengo forse agli illusi, ignoranti, a quelli che anni fà presero un lavoro credendo fosse normale l'azienda e l'occupazione mentre ignoravano tutte le conseguenze, gli annessi e connessi, invece, ogni giorno,ogni santo giorno, scopro orrore e disgusto per tale azienda.
Vengo invitato ogni giorno al licenziamento, dalla direzione al collega, ma per un tempo limitato, ricattato per le conseguenze ancora indefinite.
Non sono i soldi, " il piatto in cui sputo", è un piatto molto amaro, dove una parte del cibo, dovrò volontariamente o meno, restituire.Poi conoscendo l'azienda, non posso credere ad una sola parola scritta e quindi mi devo tutelare. 
Mi chiede di tacere? Si taccio su quel che farò, taccio, perchè non sarà di poco conto.
L'odio puro per meg@zienda, il sabotaggio attuando i regolamenti e la legge, questa è la vera eversione, per incominciare, poi il resto, prima o poi, accadrà.
Tutto quello che fanno, dicono è falso, io non dovrei tutelarmi ? Non dovrei denunciare ?
Cos'è il loro stipendio? Lei sa che normalmente le buste paga incomprensibili sono errate, nei compensi? Si possono forse contestare? No, bisogna subirle. Cos'è lo stipendio ?  L'elemosina al reietto ? L'acquiescenza della loro cattiva coscienza? Le ore di sofferenza, straordinario imposto senza alcuna contropartita economica e copertura assicurativa, che cos'è lavoro, sfruttamento o schiavitù ? Mi vergogno di usare la parola nobile "lavoro" ! 
Il rifiuto a riconoscere gli infortuni, risparmio aziendale e soppressione dei costi e delle vite umane ?  Rifletta...
E la loro gestione del personale ? Ah, per favore...tralasciamo,  si possono stampare libri e enciclopedie.Il manuale del perfect managment al contrario. 
Sono la barzelletta sulla bocca di molti, sono serial TV, sono oggetto della comicità. 
Il grottesco è raccontato, la tragedia è viverlo.
Il mio augurio impossibile è che possa fallire Meg@zienda oppure venduta a un'azienda straniera e che tutti i suoi manager possano lavorare come operai  nella Foxconn. Alcune maledizioni al giorno rilasciano un senso di benessere quando il male è reale e tangibile. Per arrivare a questo, c' è solo esasperazione e rottura di tutti gli usi civili e di convivenza.
Dietro gli innumerevoli regolamenti vessatori, c'è un'azienda che rompe accordi continuamente, dovrei tacere?