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domenica, febbraio 17, 2013

Under election.no time (scusa devo andare a casa)

N.B.
Il blog ha ricevuto una lettera da un assiduo lettore e resta neutrale di fronte a fatti, circostanze,non verificabili, pubblica tale lettera per rispetto della libertà d'espressione,  aggiungendo che qualsiasi riferimento a persone, aziende, gruppi,citazioni,  è puramente casuale.


Caro Blog,                                                    Venerdì 15/2/13

Anche in questo giorno m'è caro, col sapore e l'anticipazione del giorno di riposo, alle luci dell'alba, in un sonno convulso, chiamato anche incubo,  il direktora gridava chiedendomi perchè non avessi consegnato l'ultimo pacco in una zona remota, cercando di ricordare dove e quando, la sveglia telefonica irrompeva  lasciandomi l'angoscia della domanda senza risposta, il dubbio, il rimorso di coscienza di non aver completato il dovere, un'ottimo viatico per una nuova giornata.
Appartengo alla setta dei reincarnati, sono alla mia dodicesima reincarnazione,quasi terminale, per colpe precedenti e passate, dal conclave della megastruttura, mi hanno assegnato in una zona remota, dove scontare le pene e le sofferenze previste.
La setta segreta, dimenticata dai media, conta molti milioni di membri, in tanti sottogruppi, eccezioni, accezioni, specialità,mansioni, ogni tre,sei,nove mesi avviene una metamorfosi di stato, a volte termina in vacatio (trad. in bol. "in vacca") sine die (trad. in bol. "senza data").
Nell'era della disoccupazione obbligatoria, in attesa della fine del debito con meg@azienda, proseguivo il ciclo delle reincarnazioni,quel giorno, sereno, lungo la strada andando al luogo di pena, affrontavo con il solito entusiasmo il dovere quotidiano.
Prendendo servizio, strisciavo la banda magnetica e il codice a barra col numero di matricola, attraverso cavi, reti, ponti radio,veniva trasmesso al supremo controllore di Roma, sede di tutte le sedie.
Un giorno come tutti gli altri, i robot si muovevano lungo le striscie gialle. Prima osservazione: "Non hai le scarpe!", ore 7:15 Impallidiva, come dire ad un bagnante, sei nudo, non si vedevono i piedi, ma comode scarpe da ginnastica. Per seguire la pena occorreva mettersi speciali scarpe, alte, impermeabili, non traspiranti, bloccanti la caviglia e la punta, provocando fastidio e dolore, ma la giustificazione era "per la tua e la nostra sicurezza", come ai bambini si mettevano le scarpe ortopediche.
Poi mi raggiungeva la caposala, "firma qui!", "che cosa?" " che hai fatto il corso A09/22 sulle smart APF modalità consegna", incredulo, "cosa ? Quando mai?", "L'altro ieri, quando il direktora ha spiegato la storia dei nuovi pacchi", incredulo, "ma cosa ha spiegato? Io non c'ero", "ma tu firma lo stesso...". Se firmi, sarai responsabile di cose che non sai, non hai capito e sarà un altro ottimo motivo per punirti...voce della coscienza.
Mi mettevo alla postazione a lavorare i prodotti, a portare le casse, poi a prendere il sacro terminale connettivo con la centrale, dove ogni intelligenza remota sorvegliava l'andamento del lavoro in ambiente controllato.
Homo, il suo nome, fuori produzione da cinque anni, con sistema operativo umorale, visore piccolo,interprete di codici a barre, chiedeva la password, cosa che regolarmente dimenticava, la parola segreta.
Gridavo allora : "Qual'è e la parola segreta? " in coro gli rispondevano Alex002, il vicino,tutti avevano lo stesso terminale, la stessa password segreta, ma personale, misteri di meg@zienda. Però sei responsabile,voce della coscienza.
Iniziava il lungo calvario, "come sarà oggi Homo? Sarà felice che c'è il sole, mi farà fare il login oppure si rifiuterà e la colpa sarà sempre mia?" Mentre aspettava ed un circolo multicolore ipnotizzava l'operatore in attesa, l'orologio girava nella sua folle corsa.
Ma la rete, la grande madre, non c'era...l'antenna non copriva il capannone e cosi i tanti robot giravano cercando il segnale con in mano il terminale come andassero a caccia di farfalle, "Eccolo qui il segnale!" e si inginocchiavano in un angolo in attesa che espletasse le sue funzioni di riconoscimento,caricasse il sistema, le procedure e si potesse iniziare a lavorare.
Poi la password scadeva, naturalemente dopo tre tentativi si bloccava, dovevi aspettare mezz'ora, la colpa era dell'operatore che doveva immaginare, senza alcun segnale o warning dallo schermo che la password era scaduta e salivi di un livello di maturazione maggiore, uno step forward, un passo avanti nel pro-cesso.
Poi quel giorno chiusero la finestra, l'interfaccia dove i preziosi venivano consegnati alle mani impure degli operatori,per non essere disturbati,problemi col sistema centrale, in altre parole, non funzionava niente e i robot-dipendenti dovevano attendere per lavorare.

Così il direktora in persona disse solenne:"Ascoltatemi !" pausa, "ci sono problemi, ..uscite lo stesso...solo chi verrà chiamato ritira i preziosi...".
"Ah i preziosi, i giochi Polentoni!" ecco cosa dovevo consegnare...
Tutti partirono per le varie destinazioni, caricando,caricando, il sole già all'orizzonte.
Nella corsa, la sequenza dei numeri, il percorso, i cambi di marcia, gli stop improvvisi, una sosta di tre minuti per tranciare un quadrato di pizza, poi di corsa lungo strade sterrate, animali selvaggi, acquitrini ghiacciati, capannoni in disuso, case diroccate dal terremoto, fienili, sempre a corriere.
Infine il dolce rientro di venerdi, pregustando la libertà, l'assenza di tutto quel mondo assurdo.
Rientravo, carico di casse vuote, nulla d'aspettarsi....Invece, invece, "aspettati sempre l'imprevisto!" quarantacinque minuti prima della campanella, come un bravo monello.
"Il direktora ti vuole è urgente !", la frase che non vorresti mai ascoltare.... Allora il sogno era vero! Sì, ricordo esattamente come l'incubo e la realtà erano identici, un brivido, una profezia?
Mentre salivo i gradi alti,sulla porta c'era scritto il motto del direktora "Mors tua,vita mea" , in una lingua straniera e noi poveri ignoranti non capivamo. Egli stava immobile concentrato con lo sguardo fisso, non si capiva, se era ebete o ebbro, oppure in entrambi gli stati,poi un cenno, era al telefono, minuti e minuti, dieci, quindici, altro giro, poi richiamato "Si vieni...Ecco questo..." sollievo, un modulo vacatio,da correggere come sempre.
Poi guardando l'orologio ed approssimandosi la fine agitava un foglio, "Questo oggi andava consegnato! Quindi ORA esci".Dieci minuti prima della fine....impossibile andare e tornare in dieci minuti.
"Come?" " Sì l'ho detto a tutti, fai come tutti gli altri, parti e vai a consegnarlo...".
"Ma è quasi l' ora di chiusura, fra dieci minuti scade il mio orario, non riesco a consegnarlo...Mi accompagna poi lei in città? Come ci arrivo da qui ?", nessun mezzo pubblico nel raggio di cinque chilometri, corriera ogni ora dal centro per un altra ora di viaggio.
"Eh no caro! Non mi interessa, tu esci e lo consegni, questa  roba elettorale, scotta! Se arriva un ispezione, non posso proteggerti!E l'ispezione arriva! E poi come mai questo mazzetto qui non è stato consegnato ?"
"Non c'è l'ubicazione, come faccio? " "Sei qui da diversi mesi, dovresti conoscere tutto e tutti!".
"Va bene, scriva, scriva la nota...ma io non posso uscire e fare 5 km per portare questo foglio fuori orario lavoro!".
Lo schiavo osava ribellarsi ! " Inaudito! Non riconoscente!
"Chiama le guardie faccia da schiaffi, se ci riesci! Chiama pure i gendarmi! Fai la nota di servizio! Mettimi a casa, se ci riesci...." pensiero stupendo, (pensiero stupendo, nasce un poco strisciando... )testi_canzoni_patty_pravo_pensiero_stupendo. Un positivo confronto tra mente-catti.
La campagna elettorale, uno stampato con nome e cognome, la faccia di Pierilluso che prometteva un Italia migliore e già realizzava il peggiore per quelli che trasportavano il suo messaggio a destinazione....
Poi un grande amico, arrabbiato nero, veniva in soccorso, laddove il confronto deficente non aveva soluzione, prometteva di portare l'illustre,personale messaggio del segretario  con il mezzo privato, naturalmente, fuori dall'orario di lavoro, non retribuito, con costi personali.
Erano centinaia i foglietti di Pierilluso, consegnati uno ad uno, solo uno era rimasto in postazione, ma per quell'oltraggio alle regole, nessuna tolleranza, il direktora, mostrava la faccia severa di meg@zienda. L'azienda degli italiani, il deposito dei raccomandati dei partiti, dei sindacati, dei parenti,degli amici e dei conoscenti, la centrifuga dei temporanei,un universo a sé, il collettore degli esuberi di altre amministrazioni, il fondo senza fine dei depositi monetari, il magazzino della tecnologia scaduta.
Aveva atteso gli ultimi dieci minuti per comunicare l'inadempienza allo schiavo, tornare a casa dopo nove ore che si era lasciato casa, non era un dovere, ma una concessione occasionale.Gli schiavi non hanno orari, solo doveri, inadempienze, viltà.

Una canzone dall' mp3 acceso mi accompagnava, per calmarmi, non ne capivo il senso, in fondo uno schiavo non deve capire,solo eseguire.

First they ignore you
Then laugh at you, and hate you
Then they fight you
Then you win

When the truth dies
Very bad things happen

They're being heartless again



I know it's gone and there's gonna be violence
(Want you to love me)
I've taken as much as I'm willing to take
(Want you to be)
Why do you think we should suffer in silence
(The heavens above me)
When a heart is broken, there's nothing to break
(Eternally)
....
 ...You should see me in the afterlife
Picking up the sons of guns


Robbie Williams or Mahatma Ghan or Nicholas Klein ?

Il refraim era "Ogni giorno, come posso renderti la tua vita più miserevole e farti sentire inutile servo del sistema? Come posso umiliarti? Come posso rendermi sgradevole? Come posso farti pesare le regole e le tue inadempienze? Come posso farti sentire cretino senza essere un genio?
Come posso farti licenziare? Come posso rendere un lavoro stupido,non importante, quasi inutile,una perdita di tempo, la tua ossessione?"

Seduto su una sedia oppure ad osservare dall'alto di una ringhiera oppure dietro un vetro, col riscaldamento acceso, mentre fuori nevica o piove, come posso renderti la vita miserevole ?
 How can I  make you feel miserable ?"  a slogan for the managers of meg@zienda.Why ? 
You have to give up your stolen job place,because you haven't got any godfathers beside."
Poi un altra strisciata di banda magnetica, poi alla macchina, poi i ricordi mentre il percorso memorizzato fino agli alberi, ai paletti coi catarifrangenti rotti richiamava altri ricordi.
"Devi accettare quest'occasione , non ci sarà più..O farai il disoccupato a vita!" aveva detto la maga Circe ai suoi porcellini prima che diventassero tali, l'aveva ascoltata, l'aveva amata, all'origine di ogni conflitto c'è una donna, ovunque.La sicurezza, il posto di lavoro,vecchi miti, non più per tutte le stagioni, mentre proprio quel giorno meg@zienda annunciava tagli di 7 magazzini e tagli di personale....Nulla è più come prima...
Come maga Circe era rimasta nel suo palazzo,tra gli eletti, vicino ai piani alti, privilegiati, bar, pause, permessi, ferie, ma ogni giorno arrivava la sua commissione, come un fiume che dal monte, dalla sorgente giunge a valle, anche nella valle della nebbia, disperso fino  a giungere a destinazione fisicamente, trasportato dal corriere. Lei l'aveva lasciato e scaricato, senza futuro, vecchio, povero alla fine, arrenditi, non sei tra gli eletti, pochi giorni dentro la gabbia dorata in una delle tante sue precedenti reincarnazioni, quando l'ignoranza e la normalità esistevano.
Tante erano state le sue profezie, terribili ma non la sua splendida voce, come fossero fatti, innocenti, ora ricordava, "Dovrai fare un lavoro che ti occuperà ore e ore e non ti lascierà respiro, così non  avrai energie..Così anche tu sarai arrabbiato col mondo...". Perchè arrabbiato col mondo ? Perchè non conosceva già la sofferenza della vita? Perchè?
Eppure l'amava e non poteva non averla amata e non poteva scegliere chi amare,profezie e maledizioni come bicchieri d'acqua salati, scivolavano lungo la pelle, vaghi ricordi, senza repliche e risposte, la maga Circe non conosceva nel dialogo errori.

Ma ora pensava e vedeva tutte quelle parole, ascoltava la rabbia,tutto in un momento, incredibilmente distaccato, questo mondo non era il suo,mai stato, un passaggio. Dopo mesi di attacchi di panico, dopo essere stato deportato nel paesino per fare straordinari quotidiani che non erano piu straordinari, rivivendo passati orribili, sofferenze gratuite, inflitte dalla pura malvagità di persone menefreghiste, squallidi burocrati, dopo mesi di pianto,testate contro il capannone, tutto si stava dissolvendo...
Era tutta finzione, la vita era altro...
La vita era, è, fuori dal capannone, fuori dalle strade sterrate, fuori dai moduli e codici a barre, fuori dai tesserini di riconoscimento, fuori dai terminali.
La domanda insistente era, esisterà mai un luogo di lavoro NORMALE in Italia ?
Dove non c'è raccomandato, legami, dove c'è il civile rispetto, dove c'è il rispetto degli orari e delle parole date oppure l'alternativa è stare a casa in malattia, il licenziamento coatto, l'emigrazione ?
 
Maga Circe poteva continuare nei ricordi delle sue profezie, poteva aver avuto ragione, solo un momento.Perdersi, perdere la ragione, perdere la propria identità, identificarsi con le ossessioni profuse da inutili burocrati che devono giustificare la loro attività ed esistenza.
Trasformato in maiale o bestia feroce,perdendo la propria identità, solo per un momento nella notte, poi come l'alba arriva con la luce,tutte le ossessioni,gli incubi decadono dispersi come polvere nel vento.
Un senso di liberazione profonda, "non siamo quello che dicono gli altri di noi, siamo quel crediamo, noi stessi di noi, se si crede, si avvera, nessuna magia, nessuna profezia, il seguito naturale del tempo".










domenica, dicembre 23, 2012

"smoke on the water, fire in the sky"...Deep Purple

Alla conclusione dell'anno, molti faranno bilanci, i media, con statistiche e grafici, per poi essere dimenticati il giorno dopo. Questo blog e blogger non può concludere e chiudere un bilancio dell'anno corrente, mancano molti dati, sia un bilancio contabile o umano.

Tutto è interconnesso in maniera invisibile, un uomo firma documenti con una direttiva da Roma, colpisce le vite di migliaia di persone e indirettamente famiglie, amici, parenti, per anni a seguire, tutto invisibile alla cronaca dei media....


Questo brano ricorda la storia che mi ha raccontato R.C. pochi giorni fà,non so quanto veritiera, mentra andava verso il distaccamento, in macchina, attraversando strade di campagna, da pochi decenni bonificate, tentativi inutili di rendere asciutti terreni immersi nell'acqua. Il giorno prima c'era stata un incredibile giornata di sole nei freddi giorni invernali di dicembre. L'area del distaccamento invece era rimasta immersa in una nuvola bianca di vapore, circoscritta ad un raggio di venti chilometri.
Ogni mattina, come quella mattina, intorno alle sei, attraversata la periferia, osservavano con religioso silenzio il tempo atmosferico, cercando gli indizi che li avrebbero accompagnati durante tutto il giorno, dalla pioggia al freddo intenso. Così persi in mezzo a strade larghe un metro e mezzo, curve a gomito, le solite case di campagna sparse, qualche vettura incrociata a lato della strada,videro uno specchio d'acqua riflesso dalla luce della luna che stava tramontando.
Intorno c'erano piccoli argini, un albero scheletrico si era appoggiato alla luna piangendo, intorno il fumo si alzava come un calore disperso dalla terra nel cielo freddo.
In fondo alla strada c'era l'ennesima curva a gomito, un albero di natale anziche un palo catarifragente, lampeggiava di rosso e giallo,appese all'albero, lacrime scendevano da lingue di ghiaccio e la macchina non aderiva all'asfalto nero spolverato di bianco.
Il compagno vicino snocciolava una corona di grani di legno scuri,pregando, mentre parlava di musica, era un suono alle orecchie di R.C. che non distingueva le parole ed era con occhi sbarrati sul lago,ora, a fianco del finestrino posteriore laterale.
Il fumo bianco saliva, vapore, forse l'inferno era qui, poi improvvisamente una palla di fuoco attraversò il semiciclo di stelle e scomparve a metà orizzonte, nella direzione di marcia.
Fu un attimo, una sensazione di gioia, forse stava bruciando il distaccamento....
"smoke on the water, fire on the sky..." era sul lettore mp3, cercò la canzone, cantava proprio "burned down the place..."...una senzazione di felicità cosmica....

R.C. chiuse gli occhi per un lungo tempo, fino a che l'uomo di fianco,toccandolo sul ginocchio, chiese "Ma che fai? Dormi? Siamo quasi arrivati..." .
Il  compound o distaccamento era un capannone industriale grigio, bianco, tetto ondulato, vetrate scorrevoli,circondato da  furgoni, vetture, parcheggiate, come in tutti i corrieri del mondo.
Usciti dalla vettura, le quattro sagome ondeggiavano camminando a piedi, non c'era rumore, solo lo scricchiolio del ghiaccio rotto dalle scarpe nella notte.
L'orologio partiva per la seconda volta, dopo la sveglia alle 5;20. Per un attimo ricordò la palla di fuoco dal cielo, il meteorite, forse un'incendio a terra, forse un cratere, tutto scompariva per sempre, ansie, asciugava lacrime e dolori.
Ed ecco la solita visione disgustosa, grigi tubi e scaffalature, moduli, pacchi e casse.
Ogni cinque minuti alzava lo sguardo all'orologio per i tempi produttivi, tempi di consegna, tempi di rilascio, preparazione, mai in anticipo,di corsa in corsa, in un unico pensiero.
La pressione saliva con i minuti, i flussi aumentavano, si accelerava, poi il device non funzionava e si perdeva altro tempo. Caricare il furgone, partire, senza mai sapere che cosa c'era dopo,lungo la strada,stop and go.
Mentre attendeva lo sblocco dello schermo pensò, poi disse ad alta voce:" ma se col coltello di cucina mi taglio i polsi qui di fronte, immagina quanto sangue potrebbe colorare la vostra merce di m..." provocando una risata dei colleghi vicini.
"Naso a patata" simile al personaggio di Bob Rock (Alan Ford comic books) guardava,
ispezionava dall'alto di un soppalco, poggiandosi alla ringhiera tubolare, avrebbe voluto digrignare come un rottweiler, ma erano troppi e tanti i motivi per notificare atti disciplinari.
La funzionaria, anoressica con gambe stecchino e volto increspato come un rettile, voce stridula si aggirava con fogli in mano dando le direttive.
Il "naso a patata", il "директор" (direktor) scendeva e impiantato all'orecchio aveva la protesi bluetooth, tre cellulari, rasato, tirava fuori il pacchetto di sigarette e usciva dal portello principale per andare a fumare. Intanto a poco a poco i corrieri uscivano con i carrelli, le divise, i caschi, i giubbotti, le cartelle.

Ogni giorno, ogni santo gorno, dalle 9 alle 10;30, R.C. cominciava a perdere la vista di quel che faceva, dopo l'accelerazione cardiaca, il respiro affannoso, "impaired vision", vedi B ma è A, vedi 6 ma è C, vedi 2 ma è 7, vedi U ma è V, così via...si chiama attacco di panico, non lo controlli, è una danza dell'anima intorno ad un cratere che nasconde un buco senza fine; è un suicidio mancato, è la perdita di controllo,
è mancanza di respiro, è l'incomprensione, è la faccia contro il muro, gli occhi contro la pietra. Temporanea incapacità di intendere e volere.
Qualche volta per rifiutarlo R.C. sbatteva la testa violentemente contro il tavolo, oppure calciava il muro, per quel che vedeva, il coltello e la sua lama che scindeva la vita, ridava vita...
Gli altri, figure opache in impaired vision, si muovevano attorno, come allucinazioni e voci remote, anche il loro riso veniva dalle esalazioni delle profondità della terra come un gas maleodorante.
"Ma questo è quasi...niente ...." si riprese R.C. cambiando aspetto dallo stress e sforzo, raccontandomi.

Il direktora lo chiamava ogni giorno, invitandolo a lasciare la postazione, per manifesta incapacità a compiere la missione. "Bisogna chiedersi, se ne vale la pena, perchè qui l'azienda paga gli stipendi...vero? E c'è qualcuno che è un mangia-stipendi..." sottointeso, -Lei-. Ma ancora R.C. non ne aveva incassato ancora uno e sotto coercizione lavorava dieci ore di media.
"E' meglio che lasci lei volontariamente, perchè se l'azienda la mette a casa...sono guai seri,conseguenze gravissime".Disse col tono placido di chi legge il meteo.
R.C. pensò a cosa intendeva per ""guai seri e conseguenze gravissime"....Fucilazione ? Galera? Che cosa ?
R.C. sapeva che non poteva licenziarsi fino a chè non era stato sciolto il mistero del ...e dell'iter  legale.
Meg@zienda  l'aveva ridotto in schiavitù con un meccanismo sofisticato, degno di "menti raffinatissime", questo non era un posto di lavoro come gli altri...una risata sadica l'aveva manifestata la signora Randy quandogli aveva comunicato la sua vincita del corso e la destinazione della divisione. Era tutto finito e finto,...in quell'istante il suo corpo era diventato rigido, catatonico.Finto il lavoro, finto lo stipendio, finto, finta l'anzianità, finti benefici, tutto finto.
"tanto lo devi restituire....LORO (meg@azienda) sono più forti di voi, comprano sindacati,leggi, avvocati, che cosa vuoi fare ?" R.C. - EMIGRARE -. -Guarda che ci possono mettere un anno, due, ma poi tutto, tutto dovrai pagare con gli interessi...se ti licenzi, loro sono doppiamente contenti, restituisci i soldi e il finto lavoro...ma i soldi, quelli sì, sono veri, sono i tuoi! Ahi...Ahi..." e rise sarcastico l'esperto.

La palla di fuoco aveva attraversato il cielo e distrutto il capannone industriale, restituendo somma giustizia in terra.Così vedeva nell'imaginazione della disperazione. "Non siamo mai stati schiavi!" gridavano oltre duemila anni fa, quando meg@zienda non esisteva ancora e la gente combatteva la schiavitù.
Il suo compagno di cella gli diceva "Hai finalmente un posto fisso, e adesso vuoi licenziarti? ".
Poi i ricordi tornavano, l'incidente, la gamba gonfia, il rifiuto di riconoscere l'infortunio, il dolore, il ghiaccio, i vestiti bagnati di pioggia, il freddo,la fame,la privazione di sonno,gli orari lunghissimi,  tutto questo si prendeva come gli attimi di vita, l'insaziabile meg@zienda. Forse meglio morire, che schiavi...

Aveva avuto uno scatto d'orgoglio all'ennesima imposizione di consegnare altri moduli, "Basta! Basta !Mi licenzio !" provocando le risa degli astanti, "Ci siamo passati tutti...ah...ah..mi ricordi quand'ero giovane.." disse un esodato mancato, un mese alla pensione quando gli avevano allungato il servizio di altri quattro anni, con oltre quaranta anni di contributi versati. Poi la signora minuta, si avvicinò, con la sua cadenza romana, modi di fare da  "perverted mother" , avvicinandosi all'orecchio, sussurrò un blasfemo incoraggiamento, "Un altro lavoro dove lo vuoi trovare? ".
Le solite giustificazioni : "Sei vecchio o sei troppo giovane: non sei qualificato, o sei troppo qualificato; non hai esperienza o ruolo e mansione diversa" , in un finto paese, tutto è finto, molto di più le giustificazioni.

R.C. chiuse gli occhi, stava per esplodere,per incoraggiare gli dissero "questo è il lavoro, sofferenza e sofferenza, dolore, ma....ti pagano per questo....e sei in una grande azienda! Forse la più grande!" , altro conato di vomito.
Colpì con la testa il tavolo tre o quattro volte, per sentire il dolore fisico, meglio di quello dentro.
Lo sapeva, ripeteva a se stesso, dopo aver pianto per due mesi, che cos'era, la ripetizione di procedure, perdita di spazio e tempo, meg@zienda. 
La prostituzione ? Lo spaccio ? Crimini, ma meg@azienda è uguale, una vergogna esistenziale, lavorare per essa, la perdità della dignità umana e della ragione.

La direttiva 638 era un foglio riservato inviato via telematica a tutti i direktora, dove "quelli" sarebbero stati dislocati molti chilometri dalla residenza o domicilio, fuori provincia, avrebbero avuto le condizioni più svantaggiose,dure possibili in un lavoro stupido, corriere consegne, al fine di ottenere con il logoramento,l'esasperazione per orari, minacce, procedure, il licenziamento volontario, poi l'opzione A e in caso negativo, il piano B.
L'opzione A era la perdita di tutti gli emolumenti, condizioni, avuti con la prima sentenza (soldi e soldi, tempo anzianità etc.).Il piano B era la continuazione per via giudiziaria fino all'ultimo grado, fino alla naturale vittoria e recupero di tutto con gli interessi. Menti raffinatissime avevano ideato questo piano.
Migliaia di persone pagavano il "debito", un mutuo, "How does it sound to pay for work? slave labour? or cheap labour? Money and money, no people, that's their religion."
Altre migliaia, guardavano il soffitto e aspettavano solo  la fine della campanella... come a scuola.
I fortunati, i condannati, i benestanti, l'ipocrisia, il servizio, ...tutto e di più, a migliaia nel tritacarne di meg@azienda.

R.C concluse come tante altre volte la giornata poco prima delle cinque, tornando a casa oltre dodici ore dopo che aveva lasciato casa....da "mangia-stipendi".

Una canzone sull'mp3, un viaggio in corriera in mezzo a tanti emigrati, come un emigrato in casa propria, ....poi ..un pensiero, Emigrare per tornare a casa....finalmente comparve un sorriso, il dolce profumo delle siepi, della libertà.





Dicono che l'elefante non dimentichi...never forgive, never forget. 
Fine.

Buon 2013! 
Vi abbraccio tutti, persone libere e schiave, augurando un libero 2013 da ansie.