lunedì, aprile 15, 2019

hundreds of words for.... Tante parole per...

[ Nell'attesa di aggiornare il blog principale - indirizzo internet - instant mobile blog - pubblico l'ultimo post di quest'ultimo 4/4/19 ]

Premessa.
Ogni lingua sembra avere delle espressioni, parole, in numero maggiore per descrivere gli eventi più comuni, frequenti [1].
Se è vero, che gli esquimesi hanno tante parole per il ghiaccio o neve wired.it/scienza/lab/2016/04/15/eschimesi-parole-neve/ , personalmente ci credo, mi è capitato  altrettanto in un corso di un'altra lingua (no,non dico quale) di apprendere con  stupore che ci fossero diverse parole per neve, per descriverla, con tante informazioni accessorie che l'italiano non avesse.
Non tutti sono d'accordo, anzi, sarebbe una bufala e non mi addentro in una discussione tecnica, ma è giusto che il lettore sappia;
blog.terminologiaetc.it/2011/09/05/esquimesi-parole-neve

E' altrettanto interessante questo articolotraduzioni/le-lingue/i-molti-modi-di-chiamare-la-neve-in-inuit ; perché allo stesso modo manca una (soltanto ?) parola....

In ogni modo,alcune lingue sanno di alcool più delle altre, che ci crediate o no...

Leggere vocaboli e ridere, imparando,.....

POST.

merriam-webster.com/words-at-play/the-finest-words-for-drinking


martedì, novembre 08, 2016

Nell'attesa di continuare a scrivere, qualche video...


Una domenica a passeggio in una ghost town
Baltic region



2016 camminata nel porto, visibile una parte. 

Questo video è più preciso, mostra dal ferry verso la Germania le dimensioni del porto, le navi, banchine e attrezzatura.  (Baltic region)



lunedì, ottobre 26, 2015

Continue

Il tre luglio con ritardo mancando l'equinozio estivo e le famosi notti bianche, dopo tanta attesa sono ripartito, consumando ogni ora precedente in lunghe preparazioni.
La valigia, un angoscia permanente, mai abbastanza, troppo di tutto, vestiario, libri, questa volta penso che il peso non conta, non devo andare in aeroporto, neanche in bus, in nave, ma su una specie di "enduro", una di quelle moto che andavano molto di moda fine anni '80...

Alla partenza !
A vederla da lontano, bianca e striata nero, sembra una zebra, invece è una "tedesca", una moto di cui tanto ho letto, mi sono informato, poi alla fine...l'esperienza è sempre diversa.
Ci sarebbe da scrivere tante pagine  sulle "misrepresentation" o rappresentazioni finte, senza necessariamente aggiungere il "dolo" o la volontarietà di "mis-rappresentare" e mi si perdonerà se in queste righe, parole di varie lingue confuse, siano fuse, per indicare un idea, che di luce non brilla, ma semmai fioca, tenue, accresce le ombre.Tanti esempi, quasi come sfogliare le pagine di un pesante dizionario, a varie latitudini, suoni e graffiti diversi, questo non è altro che il viaggio.
La ruota tassellata, piccola davanti, per la direzione agevolata, sui deserti dei poster delle officine, grande ma sottile dietro, per mantenere il cavallo alto sugli ostacoli, poi quel finto serbatoio, grande e vuoto di liquidi, nero e bianco, finta zebra, l'F650 Dakar.
Questa moto l'ho amata e odiata allo stesso modo, così come sono stato guardato con sospetto da tutti, dai veri e puri BMW followers, essendo un ibrido, solo il telaio e il disegno era tale, il resto altra marca, poi perché la più piccola, non consone all'idea teutonica di grande-forte. Sono stato odiato o non amato dai non-BMW perché mi credevano un follower che non si poteva permettere cilindrate e modelli di moda e quindi sempre un credente in quel genere, ma "bastardo", si, bastardo dentro.
Alla fine, le "marche" , i nostri consumi, ci stanno dando un "identità" anche quando non gli apparteniamo, una forma di razzismo consumistico....che sciocchezze... si parlava di viaggio e mis-rappresentazioni o misrepresentation. Quella moto sembrava un BMW ma non lo era, questa era la prima misrepresentation.
Anche il viaggio con partenza Rimini e destinazione San Pietroburgo, in tutto simile all'anno precedente, non lo era....
Il vero viaggio era su una black Honda shadow 750, con la cartina sullo zaino serbatoio, le borse sul telaio nero del portapacchi fissate da un groviglio di elastici, una custom, come nei tanti film visti....Un viaggio fatto per la prima volta, con la giusta "paura" di non sapere la strada, con la possibilità di abbandonare la partita per impraticabilità del campo, con l'incertezza di non passare la "frontiera", quest'ultima non è una metafora.
Di solito tutti scrivono blog dei viaggi facendo un resoconto di ore, percorsi, "visto e piaciuto"
consigli di viaggio per chi segue,poi la conclusione, "alla prossima volta". E' logico e sequenziale, non posso permettermelo.
Non posso con desiderio accendere la TV e seguire il documentario di viaggio con 5 ragazze scelte dopo varie selezioni per il viaggio in barca e vedere i soliti aborigeni che hanno smesso di essere cannibali solo perchè le macchine da presa della TV gli regalano banane e pose con piccole fotomodelle, sorrisi bianchi, verde azzurro smeraldo mare, poi nuova ripresa in vela sul mare, pensare che questo sia il viaggio, le isole, il paese. Sono i viaggi "care-free", tutto organizzato o quasi, poi seduto su un divano, il piccolo schermo in un paese nord-centrale-Europa, immaginare la Polinesia mentre fuori è freddo, grigio, un viaggio mentale.
Non posso nemmeno scrivere una cronistoria perchè l'inchiostro sui blocknotes si raffreddava e la sfera si spaccava, inondando di blue righe vuote. Così ora non resta che raccattare sparsi, foglietti, ricevute, foto, parole, cercare un senso, sempre che vi sia.

Oggigiorno mi si dirà che non c'è più bisogno di blocknotes e penne a sfera, basta uno smartphone e un computer per tener traccia, ma ...a volte le batterie non si ricaricano, a volte, nella fretta del primo rifornimento, lo smartphone cade, proprio a poche ore dalla partenza, Modena Nord, tutta la tecnologia và in frantumi. Così è successo a me.
Nessuna cartina, nessun uso del GPS, da Modena a Berlino. 
Non ho buttato via lo smartphone fratturato, no-touch-screen...perché avevo un'ultima possibilità...alla fine lo scoprirete.
Posso affermare di aver fatto tappa ad Innsbruck, essendo partito tardi da Rimini.
Prima del percorso sul Brennero, mi sono fermato sia per la sosta che per la pioggia in una stazione di servizio, chiesto della "vignette" o tassa di passaggio per l'Austria, poco dopo, sotto un capannone adiacente al negozio, raggiunto da altri sei motociclisti italiani, veri BMW riders, orgogliosi del loro ingombrante 1000 e due. Mi hanno chiesto se anch'io raggiungevo la chiesa della BMW a vedere le esibizioni, incontrare gli altri fedeli, gli ho risposto che andavo a nord, subito hanno replicato chiedendomi se andavo a Caponord.
Pensavo alla gelateria Caponord per un momento, nota nel paesino da dove provenivo,"bulagna",  ma poi ho capito che era quel posto oscuro dove fanno pellegrinaggio tutti i motociclisti che vogliono raccontare di esserci stati,il posto europeo dove finisce la strada eccetera eccetera, no, non cercavo d'essere famoso e col sedere quadrato.
Così arresi dalla mia nullità, dal non essere conforme alle norme e al consueto, hanno acceso i motori e sono partiti dopo di me, superandomi dopo una decina di minuti, mentre la pioggia ritornava e spariva. Il Brennero faceva paura come l'aria fredda che colpiva dopo le umide gallerie, in uscita, una mano invisibile, poi alzavi gli occhi nella maschera disegnata dai bordi del casco e vedevi le vette alte, un senso cupo. Mi sprofondavo nell'acceleratore sperando di sfuggire, ma l'aria mi sferzava, il tachimetro si abbassava, non era estate qui.
L'autostrada era stretta e curve, traffico, non semplice. La moto sembrava sopportare bene il carico dei miei oltre 100 litri posteriori, le valigie laterali piene, il pilota con tuta, vestiti e grasso attorno. Sono arrivato ad Innsbruck senza varcare frontiera ma la differenza già c'era, nella cartellonistica, nelle case, nella quiete. Poi dentro quell'hotel a due stelle, vicino ma non nel centro, ho sentito parlare naturalmente Italiano.Ho camminato per il centro, visto dei pub, una certa vita notturna, graffiti, però avevo solo il desiderio di respirare e camminare.
Il sabato sono arrivato a Berlino, circa 750-780 km, purtroppo come forse tutti i fine settimana, è stato molto difficile trovare anche una camera libera. 
Non mi ero mai fermato prima, solo di passaggio in autostrada, avrei voluto restare anche più giorni, perché la città è ricca di posti da visitare, storia, in alcuni posti, assomiglia ad una Parigi del nord. La notte non ci si annoia mai. Forse ho perso qualcosa di importante laggiù, ma non ne sono sicuro, per ora le conseguenze non ci sono state, così ho proseguito il viaggio. E' inevitabile, in un viaggio perdere i pezzi, vestiti, memorie, dischi, etc., bisogna accettarlo, fa parte del gioco.
Continue....

giovedì, luglio 02, 2015

Suuri Kauneus - La grande bellezza

Questa locandina era presente in una piccola via centrale di Helsinki che porta alla piazza del parlamento, una traduzione del noto film in Finlandese,il giorno dopo aver lasciato San Pietroburgo via mare.(29 Agosto 2014)
Avevo compiuto l'andata, in moto, quattro giorni , sotto i presagi infausti dei conoscenti, poi i viaggiatori incontrati mi sorridevano con sarcasmo alla notizia della mia destinazione ed ora da quella foto in bacheca, vedevo l'Italia, il ritorno,”La grande bellezza” ?
La sua celebrazione in immagini universali da cartolina,da atlanti di scuola,monumenti, sempre eterni e distanti.
L'Italia nella mappa diverse "dita" e S.Pietroburgo poche dalla Finlandia, una frontiera. 
In questi mesi, ho ricomposto numerose volte i ricordi del viaggio,  allontanato lo spazio e la nostalgia, senza eccessi e miti. 

La risposta sembrava scontata,negativa, ma è successo qualcosa di strano, perché nella mente dello scrivente, appesa alla pagina bianca, tutti i ricordi, in attesa di inchiostro e di un minimo di sillabe, hanno reagito con la cronaca corrente. Ogni giorno dello stesso viaggio avrei aggiunto dettagli, fatti senza che ci fosse alcun mio intervento, soggettivo, come se le ruote continuassero a scivolare tra panorami,raccontandomi storie.
L'ultimo aggiornamento,qualche giorno fà quando hanno ritrasmesso il film "La grande bellezza" e come ogni opera controversa, non ho visto lo stessa cosa, non ho letto lo stesso libro, non ho avuto lo stesso risveglio.

Ad ogni discorso, per fermare l'attenzione, improvvisamente si parla della "grande bellezza", quasi fosse il "kick" universale, la chiave della fascinazione, citando poi la nota frase "la bellezza salverà il mondo"; ma come si sà, ciascuno ne ha una visione differente,personale. Per questo ero affascinato da quella locandina,dove la bellezza è sottintesa universale, e ripercorrevo il mio viaggio, cercando di capire se mai l'avessi incontrata e in cosa fosse rappresentata, oppure fosse altro, cosa ci fosse in comune con città distanti. 

Primo intermezzo.
Poi alcuni mesi fà un noto politico per rispondere a chi gli chiedeva conto degli scandali della capitale, venuti alla luce durante il suo mandato, anche se non responsabile, ha risposto con una domanda: "Sapete cosa pensa il mondo quando dico Roma ? Alla grande bellezza" e con questo voleva far tacere tutte le possibili domande circa quei fatti criminali
"La grande bellezza", il film, la città di Roma, non un'eguaglianza ma un analogia, una storia. Anche il sospetto che questa espressione diventata "cliché" sia la giustificazione per dissipare soldi pubblici, commissioni ingiustificate, sicuramente mercatini di souvenir. In ogni angolo delle strade, puoi comprare una cartolina, una statuina, la maglietta, la catena, qualsiasi cosa con il simbolo SPQR, ma nell'era globalizzata, il commesso o il proprietario è bengalese, fratello o cugino di quello che sta vicino al Big Ben, che vende gli stessi oggetti ma con la bandiera inglese, l'Union Jack. Tutto prodotto dalla stessa fabbrica e non c'è nessuna grande bellezza in questo. Souvenir è una parola internazionale, la capiscono Italiani, Inglesi, Russi e altre nazionalità, origine francese.
Diverse volte l'anno scorso,in moto, visitando Roma per settimane, sono rimasto intrappolato in strade senza uscita, non segnalate, attraversato buche e guadato improvvisi torrenti, indicazioni stradali assenti o errate. Mancanza di luce nelle strade, improvvisa boscaglia e immondizia, rifiuti casalinghi sparsi, potrei continuare senza fine l'elenco, aggiungermi alla coda delle persone che gridano contro un ente sconosciuto, un responsabile ignoto, nel vuoto. 
A Roma si grida e si suona per passare in mezzo alle auto, sirene continue, un caos senza principio e quasi senza fine....La rabbia della gente insieme alla fretta, l'uguaglianza lentezza con imbecillità, la furbizia con il tagliare le strade e superare le code, poi alla fine, esausto dal terribile serpentone lungo il fiume, non è una città, arrivo in cima ad un anonimo colle e scopro una visione, (La fontana dell'Acqua Paola) improvvisa, mi ricorda "La grande bellezza", (pausa il mio respiro e coscienza),...momento da assenza del caos, respiro libero, spazi, qualche capitello bianco e bocca leonina e ricordi dalla storia,...una volta era la città dell'impero, quella visione di monumenti si spalanca all'improvviso di fronte,... ma vivere ancora del ricordo che fù, un museo a cielo aperto, passato, poi...più niente...
Chi vive ed è nato in quei posti, difende da critiche, ingiurie sempre e comunque, anche se concede che la perfezione non è della terra, giustifica tutto, in nome della storia, della "grande bellezza". Si sentono comproprietari delle varie opere perché vivono a pochi chilometri, le vedono passando accanto la mattina, in autobus, in motorino, in auto, sentono e vivono dell'alito pesante della storia, esce dai tombini di ghisa, odore di gasolio e cantine ammuffite, "pizzicagnoli". Nessuno vuol rubare una tale consolazione, con tutte le annesse sventure, le sedi dello stato pachiderma, le code in auto, il caos.
Forse per non creare invidia nei visitatori di Roma, accanto alle colonne di Traiano, vicino alle stupende scalinate sparse per la città, ci sono zone di desolazione e squallore difficilmente visibili in altre città italiane,dietro l'angolo.
Non ricordo di aver visto,nel film "La grande bellezza" , quelle parti abbandonate, i rifiuti sparsi ai margini di vie e parchi, ma solo ciò che si sarebbe aspettato lo spettatore straniero.L'hanno scritto e detto in tanti, tra le tante critiche.Lo squallore c'era,ma nelle persone. 

Il film, la città di Roma, San Pietroburgo,il viaggio in moto, due regioni distanti, il mediterraneo e il baltico,in mezzo i chilometri, ma non solo.

Secondo Intermezzo...
Il viaggio d'andata è sempre con l'obiettivo di raggiungere la prossima tappa, i rifornimenti, il posto dove dormire per una notte...c'è l'ansia di conquista, d'avventura, di scoprire e il mezzo non potrebbe essere più adatto...
In molti blog di viaggio troverete descrizioni dettagliate della motocicletta, delle elaborazioni, modifiche, dei suggerimenti, delle cose assolutamente da portare....
Il mio mezzo come già saprete, era / è una Black spirit Honda Shadow,750 cc una custom con due anni di anzianità, pochi chilometri, tutti i tagliandi, le uniche modifiche il parabrezza gigante, il sedile non standard, un divano, il paramotore anche protettivo delle gambe in caso di caduta. Un piccolo portapacchi con schienale per passeggero, carico oltre i limiti, due borse e sacco a pelo, invero mai utilizzato. Due bombolette per forature alle gomme.
In autostrada in Italia, i 140 km sono il limite sia legale che della moto, ma in altri paesi, come la Germania, si condivide la corsia con i lenti, autovetture vecchie,bus etc.,
In Austria, in zone di attraversamenti delle Alpi, potrebbe essere eccessivo i 110/h e poi le gallerie e il vento, compromettere tutto l'assetto. Oltre alla velocità legale, quella "sicura" del luogo, quella in cui si controlla il mezzo è un calcolo personale, vitale, dev'essere confortevole come la velocità di crociera del vostro mezzo ma non è uguale.
Ricordo l' autostrada 'perfetta' da Berlino fino all'avvicinarsi a Varsavia, tre corsie,ogni senso di marcia, monotona, pacifica, sicura, come fosse in un serial TV californiana. La custom regge le lunghe distanze su strade con pavimentazione perfetta, poi quando le cose diventano irregolari, tra i contraccolpi alla schiena, la tenuta del terreno,allora diventa duro,difficoltoso....
Il mio mezzo ha un intrinseca debolezza di frenata, non  sono dimensioni ma 
i vari elementi combinati, ciclistica, peso, impianto frenante come è stato progettato e questo condiziona la sicurezza,la guida, tutto. Non lo sapevo all'acquisto, solo dopo lunghi tragitti e differenti terreni e meteo.
In un recente motoraduno nazionale e  internazionale (bikerfest Maggio 2015)
dove erano presenti motociclisti che avevano percorso centinaia di migliaia di chilometri (180k,250k,850k etc), nessuno aveva una custom, ma le moto erano enduro o miste stradali o dual-sport come vengono ora considerate. E' stata una rivelazione tardiva, contrastava con l'idea che la nota casa americana fosse ovunque perché questi "bikers" viaggiassero in qualsiasi modo e ovunque, "uomini duri e puri", ma almeno in Italia, erano i vicini del bar all'angolo. 
Nessuna offesa, parlo in generale.
E' un discorso fuori tema e senza conclusione definitiva "la moto perfetta", adatta al tipo di viaggio, sarebbe soggettivo come un vestito da calzare, ma non solo, certe persone per il carattere,cervello,stile, non andrebbero mai in coppia con un certo vestito. 
Chi ama il marchio e l' accetta e non vede nemmeno i difetti, chi resta a piedi numerose volte ma continua a negarlo, chi non trova un difetto e alla fine guardando la compagna di viaggio, ha un irresistibile moto d'antipatia fino a parlarne male sempre e comunque e la ripudia biblicamente andando dal concessionario concorrente. Non fatevi ingannare dal divorzio meccanico, chi passa ore in sella, chi affida in parte la propria vita, ha un legame profondo nelle lunghe distanze col cavallo, un matrimonio,una passione oppure un divorzio breve. Una coppia di fatto, senza neppure il problema del genere e della coscienza. Mi risulta anche più economico di tanti matrimoni umani, lei non andrà mai dal giudice a chiedere di farsi pagare gli alimenti o prendere la vostra casa.  
Ho letto centinaia di "reviews" nella speranza di trovare l'accoppiata vincente qualità e prezzo, restringendo la rosa delle candidate,ma non esiste nessuna scienza, nessun assoluto, nessuna garanzia, pur essendo tutti mezzi usciti dalla fabbrica, dallo "standard" che "quella sarà la giusta compagna della tua vita".
Ho chiesto ai "guru" delle lunghe distanze, mi hanno indicato il loro cavallo, ma nessuno mi ha detto "questa è la migliore, stai tranquillo che andrai sano e lontano". 
Viene in mente il ritornello della canzone...
"Fin che la barca va, lasciala andare,fin che la barca va, tu non remare,fin che la barca va, stai a guardare,quando l'amore viene il campanello suonerà." Orietta Berti

Continue / Continua
(diverse pagine e modifiche, forse domani parto di nuovo...)

mercoledì, dicembre 17, 2014

Nota

Nel silenzioso freddo inverno sto scrivendo tanto  appena ho dei momenti liberi.
Mi spiace non poter pubblicare al momento, ma il blog è aperto e attivo.

giovedì, agosto 28, 2014

La storia e la strada... continua San Pietroburgo -История и дорога продолжается ... - Санкт-Петербург

Diversi giorni fa avevo iniziato a scrivere, questo post, ma durante il viaggio, non riuscivo a scrivere per mancanza di tempo,velocità, stress,  troppe e tante cose da scrivere....
Sarò breve....ancora oggi non riesco a scrivere, domani riparto e le giornate sono state troppo intense....23 giorni a S.Pietroburgo.

1- Road Trip - Viaggio
Partenza - Выезд Санкт-Петербург
Sabato 2 Agosto 2014 from lidi degli Estensi






Ho dovuto aspettare per consegne alcune ore proprietario parcheggio,quindi alle 11;30 di Sabato sono potuto partire.

Viaggiare in moto e fare i bagagli è difficile, ho trovato più difficile di tutti tipi di viaggio nave,aereo,bus,auto etc. L'essenziale, per la moto, per se stessi,non ingombrante e inutile. 
Solo questo fa alzare la pressione arteriosa a 170.
All'inizio del viaggio,penso all'Austria, il paese più vicino e...mi sembra già troppo lontano.
La strada da lido degli estensi a Verona, non è molto battuta e conosciuta, un viaggio solitario sotto le minacce di autovelox, buche, strade repentinamente disconnesse. No Gps, no cartine, nulla di nulla, solo lo studio del percorso all'inizio.Bel tempo ed era già positivo.

Per qualche mistero, quando credo d'iniziare la vera strada, la tangenziale e i raccordi per e da Verona, mi trovo in un inferno di traffico e lavori.
Il due di Agosto era forse la giornata meno indicata, cartellino o bollino rosso, un fiume di auto per le autostrade.

Il passaggio delle frontiere è annunciato solo da alcuni cartelli dove indicano i nuovi limiti di velocità, alcune regole, il bonus di vivere in Europa senza mostrare documenti.

Berlino era ancora piuttosto distante, irraggiungibile.
Bisogna sapere che in diversi paesi l'autostrada è pagata in diversi modi, alcuni con la "vignette" un adesivo valido per alcuni giorni, settimane, per l'uso dell'autostrada, in altri è come in Italia (Polonia) ovvero c'è un casello,in altri non sapete nemmeno che siete in autostrada (Russia).

In Austria verso sera sono stato colto da una pioggia torrenziale, avevo tre "schermi", il parabrezza moto bagnato, visiera casco bagnato, occhiali moto bagnato e appannati, non vedevo quasi nulla, non sapevo dov'ero, un po' di panico per instabilità moto, acqua a 20 cm. circa, uscito da autostrada alla ricerca del primo posto da dormire, dove capitava.

Così ho visto Zimmer /camere, a fianco di un edificio enorme, poi scoperto essere una stalla...andava bene anche lì, sarebbe stato caldo, pulito,accogliente.
Senza capirsi, la Frau, signora anziana, mi offre una camera e colazione, no documenti, a 25 Eur. Ero l'unica persona in moto. Ho cenato di fronte da Cinesi con buffet, molto gentili.La pace e il silenzio del luogo impressionante, ho capito allora che il viaggio era davvero diverso dalle solite passeggiate in moto da 2/3 ore.

Partenza la mattina e poi dopo soste, prima del vero "Brennero" ho incontrato e parlato con i primi bikers ! 

Un greco con yamaha T-max e un austriaco con Harley.Questo uomo austriaco con compagna, vestiti di pelle,  Harley modello Glide, occhiali rayban a specchio, sembrava "Francis Poncherello" in CHIP's ,"california Highway Patrol".
Mi ha dato diversi consigli, su come affrontare il viaggio. Era orgoglioso di essere sopravvissuto alle strade Italiane.
Posso confermare, ripetere, i bikers sono come una "familia", "brotherhood", mondo a sè, gruppo, associazione libera e spontanea.
Il Brennero è particolare, in tanti lo conoscete, sapete cosa vuol dire, autostrada alpina, curve e salite, freddo improvviso, valli.La corsia di destra è riservata ai mezzi pesanti che carichi quasi si fermano nelle lunghe salite e poi devono prestare molta più attenzione a...scendere.
Tutti, nessuno escluso, quando dicevo la destinazione, sorridevano....(Questo è matto?),poi "auguri, buon viaggio", come se mi aspettasse qualcosa...qualcosa di inquietante...la cosa non presagiva nulla di buono.

L'incoraggiamento maggiore l'ho avuto da un parente, quasi con le lacrime, mi ha chiesto "Hai fatto testamento ? Fai la lista delle tue cose...così sappiamo dove sono...E' molto pericoloso, la guerra, i banditi...". Mi chiedevo dove stessi per andare, in Afganistan o in Europa ? Ma la geografia è anche un opinione mentale, una percezione alterata e rappresentazione di troppa TV e voci per sentito dire, propaganda inclusa.
Il terzo bikers, mi disse, "Fino a Varsavia ci sono le autostrade....poi...non sono strade...vedrai" ed era un altro Biker Harley Davidson dalla Polonia incontrato poco dopo l'ingresso in quello strano paese.
I bikers che macinano centinaia, migliaia di chilometri, viaggi lunghi, tour, hanno altre visioni e modi di raccontare la realtà. Non interessa la velocità, la media, records, ma il tour, avvisare dei pericoli, com'è il viaggio. Una condizione esistenziale, seduto per quanto confortevole, fuso con la moto,lunghe ore, soste, sguardi persi negli orizzonti e sapere che è solo un momento, un respiro per poi ripartire, abbandonare il luogo appena conosciuto.
Sapere che ogni tappa è terra conquistata, "ovunque il tuo piede poggerà, sarà terra vostra".
Gli elementi, terra, acqua, fuoco (sole), vento, bruciano il volto, le narici, penetrano i vestiti, e il cavallo meccanico attraversa tutto questo, sentire la propria fragilità, l'equilibrio su due ruote, ma anche lo stretto contatto con tutto il circostante, la natura.
Molte somiglianze tra guidare una moto e condurre una vita.

La Germania, la non-frontiera, le autostrade gratis! 

No concessionari, no caselli, alcuni tratti con velocità libera.Sempre boschi intorno, tranne al passaggio verso Monaco.Ho visto la sede della BMW, un edificio a ridosso di incroci autostradali a sei corsie, periferia di Monaco.

Solo verso sera, un altro agghiacciante acquazzone mi coglie in autostrada, rallento, fermo, aspetto e proseguo, poi di nuovo pioggia, alla fine, non vedendo nulla di nulla, niente assoluto, esco e come un cieco cerco un posto per dormire, prima che venga buio.

Alla fine un'hotel, forse l'unico, in questo paese, quattro stelle e camera singola con bagno a 70 eur, colazione super, come un pranzo. 
Qui i documenti vengono richiesti, fattura emessa, regole fissate e certe, ma posso parcheggiare gratis la moto nel sotterraneo.
Ogni giorno con giacca moto protettiva, paraschiena, casco, scarpe antifortuni, pesavo alcuni chili in più, ogni giorno polvere, aria, acqua, gli elementi.
Ricordavo il trasporto, il viaggio in aereo, una specie di bilocazione, "beam-up",solo la paura delle ali ed essere sospeso per un ora e mezza nel vuoto. Nulla a confronto di giorni e ore di guida. 

Il giorno dopo riparto, con la sensazione terribile di essere come una macchina ammaccata, stanco senza capire "cosa avessi mai fatto", solo una media di 600/800 km.

Entro in Polonia, no frontiera, sole, tutti in calzoni corti, alcune donne per strada....tentano di fermarmi,prostitute, ma sono troppo occupato! Entro dentro le stazioni di servizio, la benzina costa poco, ci sono riviste, video cassette porno, preservativi etc, insomma un paese fissato e ossessionato dal sesso.
L'autostrada dal confine per Varsavia è larga, in ottime condizioni, ogni tanto un forte odore di stalle, vacche da tutte le parti, unico problema la guida dei polacchi. Mi tagliano la strada, sorpassano e poi frenano, s'immettono in autostrada quando vedono arrivare qualcuno, non prima e non dopo, insomma l'opposto di una comune normale intelligenza.
Arrivo in Varsavia ed è piena di roadworks, lavori, blocchi, in diversi punti non controllo la moto, per fortuna non piove, ci sono strade ed edifici in costruzione ovunque.
Le indicazioni scarse, la mia destinazione EST.
Alla fine, si vede povertà, ho tralasciato il posto dove la notte ho dormito in Polonia... Sarebbe parte di un film comico, con 20 eur, dormito e mangiato in soffitta, colazione con acqua calda e nescaffè in granuli, insomma, niente. Una bambina di 9 anni serviva ai tavoli ed era sveglia e intelligente. Nessun scontrino o ricevuta. 
Sono seduto al tavolo quando finisco di bere l'unica birra fresca rimasta, quando arriva un gruppo di persone, un ragazzo, due ragazze e una donna, dal rumore e dalle chiacchiere, sono italiani anche loro.....
Mentre tento per la decima volta la connessione con internet, "parole" o password, ma non funziona, tocca all'italiano rimasto chiedere per i loro smartphones le stesse cose che avevo chiesto io.Dopo circa una mezz'ora che tutti si sentivamo stupidi, avevo cambiato tastiera e messo quella in lingua polacca, il genio di questo ragazzo, dice :"il router è spento! Accendi!" e ...tutto funziona.La mattina quando vado a controllare la mia moto, trovo questo gruppo d'italiani vicini ad un furgone, con tanti box e cani,diretti per un evento canino in qualche paese estremo nord, Fillandia o Norvegia. Fanno passeggiare i cani e lasciano il segno intorno a questo "hotel".
Entro in Lituania, strade che non sono autostrade, poi destinazione Latvia (Riga).
Immaginate una via emilia, a tratti molto peggio, strada internazionale, velocità media 60-90 km , solo ogni tanto tangenziali a tre corsie. Si fa davvero faticoso, difficile, lungo guidare così per centinaia di chilometri.
Ad un distributore, si ferma un locale, perchè biker, parliamo broken-English ma sempre meglio di quello di alcuni noti politici italiani. 
Mi da diversi consigli, mi chiede altri su Italia e strade, poi mentre sto per partire, si ferma un suzuki stradale un po' vecchio, lo guida un uomo tutto vestito di nero, alto, grosso, poi si toglie il casco ed ha una faccia giovanissima, capelli biondi, un po' timido.
Così iniziamo a conoscerci,si chiama Pedra,(se scrivo e pronuncio bene il suo nome) svedese, due mesi in touring per l'europa, ha 21 anni e sta per tornare a casa. Sul portapacchi ha tenda, borse, in confronto la mia moto è vuota, lui si è portato di tutto e di più. Mi dice che ha attraversato anche Albania e altri stati. Così facciamo amicizia e percorriamo oltre 200 km insieme, su strade E22 o A2 ma non sono autostrade. Semafori, lavori, fotocamere, controlli, pericoli.
Ad un certo punto noto qualcosa di strano e gli faccio segno di seguirmi.Invertiamo rotta e troviamo a cielo aperto un museo di aeroplani,elicotteri, piccola pista da volo, centro di controllo e piccolo hotel.



Abbiamo fatto numerose foto, girato a piedi e poi ripartiti. Dovevamo raggiungere Riga, non sapevamo dove fermarci, dove e quando dormire e mangiare. Mi seguiva a distanza e io quando sorpassavo tenevo la strada per permettere a lui di fare altrettanto, in un certo senso la guida ma anche quello che rischiava di più. Questa "fratellanza", spontanea amicizia tra bikers, mi ha davvero colpito, ovviamente... stranieri, non Italiani, ...sorry, ne ho incrociati, mi hanno sorpassato, salutato, gesto della mano, luci, ma mai una parola. Gli italiani (non io) girano in gruppo tra loro, non sono socievoli con stranieri ne con altri della stessa nazionalità.





Quando sono ...si sono arrivato in Russia, l'amicizia e fratellanza tra bikers era ancora più forte, sempre saluti e tante altre cose ancora.
Avrei ancora tante cose da raccontare,ma non c'è tempo, questi 23 giorni qui a S.Pietroburgo sono stati molto, molto intensi. E' come venire dalle catacombe (Romagna, Italia) alla vita, tanta vita, voglia di vivere, fino all'estremo. 
Quando ho passato la FRONTIERA, perché è ancora la vera frontiera, quella che fa sudare freddo, tra Estonia e Russia, cancelli, telecamere, speakers, controlli, moduli, ...tra EU e CSI, dove camion sono fermi intere giornate, dove non si sa quanto tempo occorra per percorrere solo duecento metri di strada, è stata un'avventura.
Ne parlerò la prossima, spero ci sarà la possibilità, la prossima volta.


lunedì, luglio 28, 2014

E' un paese libero ?

1a parte E’ un paese libero ?
La domanda è lecita, abbiamo tutti quasi paura di dire la nostra, offendere, perdere la stima di altri, auto-censurati verso parenti, amici, le cerchie, i vicini il piu "potente" di noi, così nel lungo tempo, l'Italia è diventato uno dei paesi più conformisti del mondo. Nel vero senso della parola "conformarsi" all'opinione corrente, comune, "politicamente corretta" senza mai far affiorare il "mostro" che è in noi. 
Alla fine le discussioni, i litigi, avvengono su sottigliezze, usi di aggettivi, grandezze, mai su ciò che si crede, si vuole, perché non sarebbe politicamente corretto.
Si potrebbe offendere l’altro (l’ignoto), si potrebbe avere un “confronto”, temuto e forse disagio. 
Allo stesso modo questa mancanza di vera discussione rende il linguaggio scolorito con frasi fatte, senza vera passione, desiderio.
Il blog, singolare e plurale,vorrebbe essere genuino, il momento di esplosione di idee, libertà senza offendere persone, ma qui c'è anche la paura di postare un commento...qui come da tante altre parti. 
L'unica libertà è nel scrivere messaggini standard insignificanti su whatsup ? "ci vediamo stasera...butta la pasta...ecc.". 
Che terribile noia deve essere per il controllore informatico monitorare migliaia di messaggi con due, tre frasi, ripetute migliaia di volte. Ma è tutto legale. L’ho sempre immaginato che tutta questa “bonanza” di mezzi di comunicazione gratuiti, nascondeva qualcosa…. più avanti qualche dettaglio.

Mi spiace se qualcuno non ha apprezzato la satira nel precedente post, integrando video sulle performance, discorsi pubblici, del nuovo corrente primo ministro. Le brutte figure sono personali, in questo caso anche pubbliche e non c'è colore di bandiera che possa nasconderlo.
I giornali, la maggior parte, invece, sono per un ammirazione incondizionata del nuovo salvatore della patria, che ad ogni frase dice "è tempo di riforme".

Se posso liberamente esprimere un opinione, meglio lasciare stare le cose come stanno che fare una riforma peggiorativa, promossa data incapaci. 

Liberi di pensarla come si vuole. Capisco il desiderio del -salvatore della patria - ,qualcuno che ci tiri fuori dal lento e inesorabile declino, magari qualcuno che torna a far cambiare i titoli dei giornali, qualcuno onesto, qualcuno che risolva problemi….
Strano, dare fiducia e sperare in colui che veniva soprannominato il “rottamatore” …
E’ un gioco di parole ? Rottama anche noi e i nostri sogni ? 

Ma non volevo scadere nel fiume delle parole della politica, dell’attualità,lo fanno in tanti e meglio di me…

Forse un attrattiva nel mezzo-messaggio del leader, “pensate come volete, poi decido io, è il mio lavoro…”. 
Quanti vorrebbero decidere, comportarsi così, alzi la mano chi non vorrebbe.

2a parte - Conformismo e conseguenze.
Eppure, sono solo giochi mentali e d’immaginazione breve, volatili come qualche goccia al sole e al vento.
Chi persegue…commette un reato…

Dicono che la storia sia maestra di vita, lo dicono anche della strada, credo ad entrambe..
Mentre percorrevo l’autostrada A1 verso nord, la via italiana forse più popolare, l’arteria principale del traffico, sotto le strisce intermittenti per le corsie e il sorpasso, ora sono ben tre…notevole per l’Italia..
Mentre percorrevo, ipnotizzato da quelle strisce intermittenti, mi chiedevo perché mai volessi raggiungere quel luogo, sulla base di qualche pagina vista su Internet, perché mai ?
Inseguire un sogno adolescenziale raggiunto in età avanzata ? Fuori tempo e fuori luogo…Sogno scaduto ?Ma perché ?Poi all’improvviso, - Che senso ha questa vita? -.
Contavo le strisce bianche, quante sono da qui alla destinazione ?
Quanti anni occorre per realizzare un sogno? Cosa accade dopo, dopo che il sogno si è realizzato? Si diventa Budda-pace-col-mondo ?
Oppure si corre nel pensatoio a immaginare un nuovo sogno ? 
Si stacca un nuovo ticket e si ricomincia con l’ansia, traversie, le notti insonni, lo stress per raggiungere il panorama da una nuova montagna ?
“I am running Into the forrest, I hear a voice calling my name, I hear a voice I start running into the trees…Finally I stop,I know is too late, I am lost into a Forest, all alone……The girl was never there,it’ s always the same…I am running into something…again again ….” cantavano i Cure, negli anni ’80, ora ascolto il re-mix ed è again again…
Sempre bello, sempre vero, da ripetere all’infinito, cantarlo, ascoltarlo…Sogno possibile col digitale walkman. Qualcuno bussò alla porta della mia camera da letto, chiese scusa, disse che dopo aver ascoltato tutto il pomeriggio The Forest, avrebbe voluto altra musica o silenzio… Mi scusai, mi guardò con aria di compatimento, (è impazzito). 
Si diventa vecchi a poco a poco…ripetizioni, manie, pensieri fissi, conformismo, la storia insegna così….
Tutti gli altri fuori dal mio universo ! Mi fate girare gli elettroni e mi fate scadere i neutroni !Allontanatevi da me energie negative e materia oscura, credo di brillare di luce propria, ho una permanente tensione nucleare e un forte mal di testa.
Ma poi la stanza era solo cinque per quattro metri, un po’ poco per trattenere il mio universo, così dopo con il  furgone, il pavimento si allungò nel marciapiede circostante.. Ho solo sette ore di batteria prima che il messaggio si svolatizzi nella memoria e tutto si dissolva…senza alcun ricordo di me.
Basteranno queste poche ore per raccontare le stranezze di ciò che la mente abbia registrato in questi ultimi giorni ?
La pioggia continua incessante, nel parcheggio attorno i finti e temporanei viaggiatori, scrutano il cielo,come tutti l’umore è grigio, perché i sogni del mare, dell’aria aperta stanno svanendo, un umidità morde la mente, un freddo conserva i pensieri tristi che si erano creduti lasciati in città, dietro, nel posteriore ed ora tutto ritorna anche qua.
Se sapessi il significato di quel viaggio, forse come molti, come la visione di un documentario in TV, tutto scivolerebbe dalla poltrona, senza sapere se fosse stato un vero o un immaginaria esperienza. Invece, il viaggio, devo farlo…

Tutto il giorno a fissare una via lunga venti metri, larga due, di fronte un piccolo condominio, nel centro d’un paese, rettangoli di luce come fessure delle verdi imposte,mura antiche, piccoli spicchi di cielo in alto. Pochi passaggi, pochi rumori,l’unica finestra colorata uno schermo TV enorme in salotto. Riviste, libri, quadri e quadri tutto intorno senza più una parete bianca. Sovrabbondanza, inutile,lasciata a sguardi malinconici.
La storia e i ricordi di settanta anni di vita, casualmente richiamati vocalmente, “Ti ricordi quando…” nell’eco dei muri ritornano vivi, ma sono soli e distanti dal traffico umano. E’ un mondo che non sembra più appartenere a loro e loro al mondo, rifugiati dall’esterno, protetti da decine di abitudini che considerano giuste e sante, giustificate dall’età e ripetute, una inesorabile ossessione. 
-Ho saputo che vuoi andare in R., in moto ? - cominciava così dal filo invisibile del fono , ed era solo la premessa, la notizia, la spia, era a lato ed abbassava gli occhi con un filo di vergogna, non poteva che essere lei.
Le sorelle si parlavano all’indispensabile strumento anche cinque o sei volte al giorno, come a scongiurare il terrore di perdersi. C’era ansia, parole, sospiri, volavano le voci dalle rispettive prigioni che chiamavano case.
Bastava un accenno, uno sguardo, un sospiro, un rimbrotto ed era la sintesi perfetta di quel che non si poteva dire ma solo e sempre immaginare.
Se avessero parlato, le cataratte del cielo avrebbe innondato gli ascoltatori di migliaia di parole, un flusso inarrestabile e la coscienza degli uditori sarebbe scomparsa cercando i significati e le conseguenze del tutto.
Partendo dal sano principio che ogni notizia, iniziativa del soggetto era da valutarsi negativamente, data la sua storia, l’immoralità, l’incostanza, l’incapacità conclamata, non sorprendeva l’inizio e il seguito.
“Ma io non lo so…” giustificava per contenersi, per l’assurdità della notizia, inconcepibile, - hai già provato più d’una volta…lascia perdere e adeguati -. sottinteso.
“Cosa vai a fare là? “ chiese e attese un paio di secondi per sentire l’eco del silenzio e  aggiungere “Sì vai a fare delle chiacchiere…”.
 Il soggetto e recipiente, sorrise, pensando che fosse strano che al telefono pretendessimo una mimica facciale, una immaginazione facciale di volti, le parole uscissero da sorrisi o visi crucciati e il tono fosse tutt’uno con l’umore e lo specchio di ciò nell’immaginazione.Non era possibile vedersi, ma si vedeva meglio.
Chiacchiere ..- ripetè meccanicamente, -può darsi…- .
Il recipiente non poteva usare la classica frase “Lei non sa chi sono io…” perché solo a pensarla si sfiorava il ridicolo ed era uno scherzo divertente, attraversò la mente e rise, improvvisamente la tetra nera stanza del parlatoio,  dove la luce non può arrivare per le mosche, per il buon umore, per la serietà,  per l’aria calda e quella condizionata, recente scoperta, il tetro scomparve ai suoi occhi. 
Ancora non esiste il reato di chiacchere, certo percorrere duemilanovecento chilometri per farle, è reato di stupidità, pensò. Ma il recipiente, per sua natura, doveva raccogliere i flussi di parole, i liquidi di ogni genere, come uno scarico umano, senza dignità e senza rifiutare, pur essendo oramai colmo di rifiuti. Eppure quel riso era genuino e liberava gas nell’aria, ridere era la medicina, l’esorcismo contro le visioni cupe, il vento che scioglie la nebbia.
Ammettere le possibilità e negare ogni possibilità, quasi come ammettere l’infinito e negarlo. 

Pochi giorni prima, di fronte l’officina del meccanico, un uomo più che maturo, capelli bianchi, lunghi, braccia distese ad afferrare il manubrio largo, una moto colorata celeste, un chopper, con la donna minuta passeggera, si avvitava in cerchio e parcheggiava di fronte all’ingresso. 


Non una parola d’italiano, l’austriaco che sembrava un energumeno americano, lasciava parlare la donna in un inglese internazionale con accento tedesco. Raccontava che erano partiti nella mattinata dall’Austria per raggiungere un paesino disperso nei monti, vicino a Rimini, un moto raduno di Indian. Qualcosa come 800-900 km sul serbatoio e sella di una moto antica, senza parabrezza e nessuna comodità… Mi sembrava una pazzia, ma ero felice a guardarli, sopravvissuti. Un coltello da Rambo sulle coperte delle forcelle anteriori, come si vede dalla prima foto. Ha sicuramente attraversato due frontiere, austriaca e italiana.
Anche nell’era del confort, della tecnologia, c’è ancor chi fa delle piccole imprese personali, insegue i suoi sogni, quando basterebbe una carta di credito, un taxi, un aereo per un ora o poco più, per raggiungere quel luogo. 
Scegliere un ‘alternativa anticonformista, è una pazzia per molti, un inutile sforzo, ma il viaggio è durante, non l’arrivo, non il traguardo.
Chi vive una vita non conformista,  è normalmente incompreso, isolato e deriso, è il prezzo da pagare,un cliché.  
Molto spesso non è per inseguire la notorietà, non è per le motivazioni dei conformisti, che si fanno cose inusuali, strane, originali, ma perché si amano i propri sogni. 
Ho visto nei giorni,anni precedenti, persone che hanno fatto davvero scelte non conformiste, inusuali, sbalorditive,così da farmi apparire le mie, piccole cose insignificanti. 
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Prossimo viaggio






mercoledì, luglio 16, 2014

L'italiano e dintorni linguistici - Italians and English with a double view

E' sempre interessante sapere cosa gli altri pensano di noi, 
a seguito della domanda:
perché uno straniero dovrebbe studiare l'Italiano?  http://qr.ae/AluGW
(così forse motiviamo anche gli Italiani a studiare la propria lingua, soprattutto in tempi d'esami!).  Il testo è in Inglese, chi ha difficoltà può usare google/translate.

E' vero, i mondiali di calcio hanno escluso una motivazione, quella sportiva, per gli stranieri, non abbiamo per  calciatori rilevanti.

E' vero, tendenzialmente agli italiani non piace studiare le lingue straniere, così il nostro nuovo leader maximo, colui che dovrebbe salvare l'Italia, ci motiva e aiuta, studenti e non, ad imparare l'odiato inglese.
Una nota politica, anche senza dire cose intelligenti, si può fare una bellissima figura !
[For our English readers, the most important political concept and idea in the speech of our prime minister was :"It is crucial ! Now is the time of  launch /lunch ". (I am unsure of the sound).
He did not feel carry on speaking in English without an heavy dose of spaghetti in his empty brain and please - no questions !"]


Another version with subtitle -Altra versione con sottotitoli,importante !
Pare che l'occasione di tale discorso fosse al Digital festival,Venezia,con stranieri provenienti da varie nazionalità.  Innovazione, la parola del secolo, un ritorno dal passato futurista, la speranza di nuova occupazione e imprenditoria.


Prima come sindaco di Firenze, 
https://www.youtube.com/watch?v=ekdJ8EQYocI
e poi premiazione con personaggio influente Ted Turner, 


Ma alcuni predecessori non hanno brillato



Per il buon umore, invece di psicofarmaci consiglio questo video anti-depressione "Your English is very good!", oltre 700.000 visualizzazioni!
Il nostro precedente "salvatore della patria" aveva poteri paranormali (infatti non era normale) e divertiva in Italia e all'estero, anche se le nostre tasche poi piangevano...
Quest'ultimo video conclude i video e introduce al buon umore, alla bella visione di quel che è rimasto in Italia, i paesi, la storia dimenticata e riciclata, la varietà da un chilometro all'altro.Sono luoghi comuni e ripetuti nel tempo fino alla noia, come la valorizzazione del nostro turismo e patrimonio culturale, forse una nazione quando è in profonda decadenza si stringe a questa retorica, luoghi comuni.

Non ho incontrato stranieri e non mi sono dovuto sforzare !

A  presto un resoconto dettagliato di viaggi e attività.


Foto da luoghi visitati di recente,scorsa settimana

Lungo strada panoramica della valle del Marecchia, verso Rimini (foto panoramica estesa)

Monumento ai caduti Mercato Saraceno
Breve escursione a Venezia

lunedì, giugno 16, 2014

Viaggi social

Pubblico il link del mio tripadvisor, http://www.tripadvisor.it/ condivido le recensioni di luoghi visitati,i viaggi; sono interessato ai vostri viaggi, ,recensioni,  nuove idee, vi ringrazio in anticipo, "equo scambio solidale".

Questo servizio è tra i più noti al mondo, ma a beneficio del lettore, chiunque fosse, seguono alcune considerazioni.


In un recente post, mese scorso, avevo scritto sulle possibilità di foursquare,
https://it.foursquare.com/myhistory , è una app/website sempre basata sulla geolocalizzazione, tripadvisor è simile, app/website, ma con prevalenza sulle recensioni, informazioni ai viaggiatori. 
Forse avrete visto un badge o adesivo sulle porte/finestre di molti locali, è gratuito, il proprietario o chi per lui si è fatto segnalare, ha compilato un modulo e registrato su tripadvisor;
Anche se le recensioni fossero oneste, complete, non possono essere uguali ai vostri gusti ed esperienze, pertanto sono inutili le polemiche. Sono indicazioni, non uguaglianze matematiche.Il sistema di Tripadvisor prevede che gli stessi utenti possano "convalidare" le recensione degli utenti, giudicando quanto sia utile, reale, la recensione scritta.

Un po' come avviene per i venditori su e-bay, gli stessi utenti verificano l'onestà, il servizio, dei venditori. Questo sistema aiuta a ridurre gli estremismi, le falsità, etc.
Il senso della community nei viaggi è che anche una recensione può aiutarci a fare una gradevole esperienza in un luogo sconosciuto basandoci sulle esperienze altrui oppure evitare il locale che non vorremmo.
Non ci dovrebbe essere alcun stimolo pubblicitario, ricompensa monetaria, ovvero l'imparzialità e la libertà dell'utente.
La "rete", chi la usa, non il 100% dei consumatori, dovrebbe favorire i migliori, come una volta esisteva solo il passa parola fisico e personale.
E' uno strumento equo ? utile? 
Guardate, leggete, decidete....

[parentesi]- la rete dovrebbe favorire i migliori, per la sua "apertura", "democrazia", ma in realtà dietro questa "uguaglianza universale" o "pari opportunità" gli strumenti sono molto diversi, a cominciare dal possedere una decente, buona o ottima connessione o rete. Ignorare alcuni sottintesi sta aiutando alcuni a discapito della comune massa. Sembra ripetersi uno schema della vita reale anche nel virtuale.
E' più facile che il ragazzino di 11 anni abbia già capito che un cinquantenne o sessantenne, perchè il mezzo è apparentemente uguale, ma poi i risultati molto, molto diversi.
Perchè dovrebbe saperlo il ragazzino di 11 anni ? Perchè utilizza i videogiochi on-line, di gruppo e per vincere una "battaglia" o "sparatutto" o "shoot-em-all" se ha un ottima connessione fà la differenza. Ed è così anche per il market, le ricerche, concorsi, e-mail, quasi tutto quanto....E' un enorme gioco virtuale basato sulla velocità. 
Un valore che avevo sempre sottovalutato, come tanti, era la velocità dell'informazione. Troppe persone pensano ancora come nell'era meccanica. ma anche nella storia, la velocità ha permesso vittorie di strateghi, generali.
Nell'informazione, si viene lasciati indietro, "gli altri" guadagnano occasioni, altri realizzano dopo, troppo tardi, anche a distanza di minuti.
Ma internet non è uguale per tutti ? Abbiamo tutti le stesse potenzialità o possibilità ?
Vi raccontano che una start-up è nata nel garage e poi è diventata una multinazionale, non vi raccontano il resto, perché c'è bisogno del mito.
Vi raccontano di un gruppo di ragazzi che ha raccolto i finanziamenti per lanciare una nuova catena o franchising...ma non possono dirvi come.
In altre parole, si descrive il successo,lo si esalta, ma non si racconta l'azione, la trama, il cammino per arrivare alla cima della collina.C'è un area grigia, imprecisa, confusa, dove l'informazione viaggia estremamente veloce, sfiora in rari casi, approda al risultato visibile a tutti, troppo tardi per partecipare al suo successo.
Gli analisti dovrebbero prevedere, nell'immediato futuro, cosa sta per accadere, e invece tanti fatti accaduti oggi si basano solamente su previsioni, non la realtà stessa.Il paradosso è che chi pre-vede il futuro è parte in causa al suo processo del divenire.
Dicono che siamo tutti interconnessi, se non volete crederci, siamo connessi anche con i morti e le tragedie, se non volete crederci, la composizione del prezzo del litro di benzina in Italia è la prova.

Fonte web
ecco cosa paghiamo, in questo momento, tra le altre cose, ogni volta che acquistiamo un litro di benzina:
  • 0,001 euro per la guerra di Abissinia del 1935;
  • 0,007 euro per la crisi di Suez del 1956;
  • 0,005 euro per il disastro del Vajont del 1963;
  • 0,005 euro per l’alluvione di Firenze del 1966;
  • 0,005 euro per il terremoto del Belice del 1968;
  • 0,051 euro per il terremoto del Friuli del 1976;
  • 0,039 euro per il terremoto dell’Irpinia del 1980;
  • 0,106 euro per la missione in Libano del 1983;
  • 0,011 euro per la missione in Bosnia del 1996;
  • 0,020 euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004;
  • da 0,0071 a 0,0055 euro per il finanziamento alla cultura nel 2011;
  • 0,040 euro per far fronte all'emergenza immigrati dovuta alla crisi libica del 2011.
Per esempio, 0,005 sembrano nulla,per un costo di 1,75 Eur/litro,circa, ma  per 1 milione di litri, sono 5.000 eur, ovvero 9.681,350 lire, se sono serbatoi da 40 litri (macchina economica) bastano 25.000 rifornimenti. Una (1) cisterna normale di un distributore contiene 30.000 litri.
Nel mese di Marzo 2.571 tonnellate di carburante, 82,9 tonnellate al giorno, in calo notevole rispetto al 2012  2.835 tonnellate (-264 Tonnellate) Fonte http://www.unionepetrolifera.it/consumi .
Senza dimenticare tutte le tragedie,senza mancare di rispetto, perché mai l'automobilista italiano dovrebbe pagare per un "fondo spesa" che  copre eventi di 79 anni fà? Poi la missione in Bosnia di 18 anni fà ?
Questi fondi a chi vengono destinati ? Gli alluvionati di Firenze del 1966 ? 
E la crisi di Suez del '56 ?
Se il cliente/cittadino paga per un fondo, dovrebbe, in una civile democrazia, vedere l'estratto conto.
Ogni litro di benzina ha il 61% di tasse in Italia, dove vanno questi soldi ?
Sono uno dei tanti che grida da uno dei tanti blog, che questo è uno scandalo.

A parole, l'Italia sarebbe in un turbine di riforme, circa 1-2 al mese, travolgente modernizzazione, questo e altro ancora permane.

Per necessità, bisogno, proseguiamo a viaggiare,col titolo di viaggio iniquo. Lo stato dopo il 61%, incassa pedaggi autostradali tramite concessionari (in alcuni paesi europei non ci sono autostrade a pagamento) , incassa anche da tutte le vendite autostradali in un regime di oligopolio e di concessioni. Per ironia la tassa o il nome scompare, tassa di circolazione, poi proprietà,poi provinciale o altro,come per la casa, il gioco delle tre carte,ma in realtà aumentano secondo un trend consolidato di "cosmesi economica",se ancora aggiornato, vedere il link tasse-auto-rivoluzione-arrivo 12 Giugno 2014.
Ad un aumento delle tasse automobilistiche non corrisponde una manutenzione delle strade,oramai viviamo in strade equivalenti ad Albania, Romania etc., 
Ci si domanda poi del perchè del crollo delle vendite delle vetture?
[parentesi chiusa].

Parlano di rete o "autostrade dell'informazioni", simile ai viaggi fisici delle persone.
In realtà la rete offre da tempo sostegni agli automobilisti, per esempio
il noto http://www2.prezzibenzina.it/ web/app e waze.com web/app, entrambe riducono costi, tempi, informano. 
Poi ultimamente c'è stata la polemica per Uber app, di seguito è spiegato in sintesi e con completezza;

Sono iscritto e conosco da tempo;
skyscanner.it/ (per volare, cercare tariffe più economiche)
Passaggi auto, condivisione, offerta:
http://www.carpooling.it/   Sia web che app
roadsharing web/twitter     

Nel caso non ci fossero soldi per un viaggio, quello virtuale a portata quasi di tutti promette poche tasse, un'applicazione è:

YoubeQ (web google chrome);

Basata sul "vecchio", conosciuto e rinnovato, google.com/intl/it/earth/ che permette una serie di viaggi virtuali quasi illimitati, dipende dal dettaglio, dal numero di immagini. Combinata con panoramio.com (dove tutti noi possiamo partecipare e caricare foto - geotaggate - scusate l'espressione) i viaggi aumentano nel realismo e nella personale visione del circostante.

p.s. Un lettore ci segnala il suo servizio/ sito di viaggi, via modulo contatto blog, pertanto chi volesse può vederlo qui http://www.easyholidays.it/ .
Non sponsorizzo, non faccio pubblicità, ne ho interessi e ritorni economici; ma essendo interattivo pubblico il link come altri pertinenti al soggetto Viaggi.